Cosa cambia dopo l’abolizione dell’Imu? Per molti solo la sigla, per altri (gli inquilini) una nuova tassa

epa03683945 Italian Prime Minister Enrico Letta holds a press conference with French President Francois Hollande (not seen) after their meeting at the Elysee Palace, in Paris, France, 01 May 2013.  EPA/YOAN VALATRoma, 29 agosto – Dopo l’abolizione definitiva dell’IMU sulle prime abitazioni, il governo ha già scovato una nuova strategia. Si tratta della service tax per fare cassa, un’imposta tutta inedita che accorperebbe la Tares – ossia la tanto discussa tassa sui rifiuti – e la cosiddetta “tassa sui servizi indivisibili“. Questa, la nota completa rilasciata dopo il Consiglio dei Ministri:

Il modello di tassazione comunale “federale”, che entrerà in vigore dal 2014, sarà ispirato ai principi del federalismo fiscale, come approvati dalla Commissione Bicamerale appositamente costituita nella scorsa legislatura. Viene dunque istituita un’imposta sui servizi comunali – la “Service Tax” – che sostituisce la Tares. Essa sarà riscossa dai Comuni e costituita da due componenti:

  • gestione dei rifiuti urbani;
  • copertura dei servizi indivisibili.

La prima componente (Tari) sarà dovuta da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani. Le aliquote, commisurate alla superficie, saranno parametrate dal Comune con ampia flessibilità ma comunque nel rispetto del principio comunitario “chi inquina paga” e in misura tale da garantire la copertura integrale del servizio.
La seconda componente (Tasi) sarà a carico di chi occupa fabbricati. Il Comune potrà scegliere come base imponibile o la superficie o la rendita catastale. Sarà a carico sia del proprietario (in quanto i beni e servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell’immobile) che dell’occupante (in quanto fruisce dei beni e servizi locali).

Il Comune avrà adeguati margini di manovra, nell’ambito dei limiti fissati dalla legge statale.
La capacità fiscale (cioè il gettito potenziale che i Comuni potrebbero ottenere dal pieno utilizzo delle facoltà di manovra fiscale sui loro tributi) sarà preservata, nel pieno rispetto del principio federalista dell’autonomia finanziaria di tutti i livelli di governo. L’autonomia nella fissazione delle aliquote sarà limitata verso l’alto per evitare di accrescere la capacità fiscale e quindi il carico sui contribuenti, applicando aliquote massime complessive.”

Il Governo ha quindi immediatamente trovato la giusta alternativa per rimpiazzare la tanto discussa tassa sulle prime abitazioni. A partire dal 1 gennaio 2014, in pratica tutti, inquilini e proprietari di immobili dovranno farsi carico della nuova imposta. Sebbene lo sforzo di essere rassicurante almeno nei termini adottati dal primo ministro Enrico Letta, si teme comunque la nuova stangata per tutti quei cittadini che, occupando a qualsiasi titolo aree dove vi è possibile una produzione di rifiuti solidi urbani, dovranno presto fare i conti con una inedita tassa che, tra l’altro, sarà tutta a discrezione dei Comuni.

Provando a leggere uno stralcio della nota ufficiale rilasciata dal Cdm si evince che la cosiddetta “Tasi”, ovvero la prima parte della tassa, non sarà riservata esclusivamente al proprietario dell’immobile, ma buona parte di questa sarà a carico degli affittuari e graverà comunque sulle tasche di chi, sotto contratto d’affitto, occupa l’abitazione.

Per il Governo, che immediatamente ha provato a spiegare modalità e tempi di attuazione ed entrata in vigore della nuova legge, si tratta comunque di una grande vittoria tanto che, i vertici di Palazzo Chigi non hanno saputo trattenere l’esultanza per la “missione compiuta“. Contenti loro.

One thought on “Cosa cambia dopo l’abolizione dell’Imu? Per molti solo la sigla, per altri (gli inquilini) una nuova tassa

  1. Leggo che sarà la “Service Tax” che nel 2014 sostituirà le attuali tasse comunali. Penso che con la raccolta differenziata dei rifiuti che porta anche entrate in surplus per i comuni i tributi comunali dovrebbero diminuire. Sarà? Io non credo. certo è che si pagano sempre più tasse e il potere di acquisto di stipendi, salari e pensioni diminuisce continuamente in quanto non c’è un adeguamento al costo della vita. L’articolo ben presenta il quadro economico delle famiglie che sono in affitto e zitto zitto, pagheranno per davvero l’abolizione dell’IMU come come ha deciso il governo Letta.

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