Si “taglia” per sostenere l’Imu, sacrifici in altri settori

IMUNapoli, 5 settembre –  Sacrifici per sostenere l’abolizione dell’Imu. Il nuovo tema centrale del settore finanziario dello Stato italiano in questi giorni è incentrato proprio su quest’intricata tematica.

Quello che è stato definito come “il trionfo del centro destra” ha aperto nuovi scenari sul momento dell’economia italiana. Quando Angelino Alfano, immediatamente dopo la vittoria parlamentare ottenuta proprio a questo riguardo, aveva dichiarato: “Farei fatica a nascondere la soddisfazione che sto provando in questo momento, dunque non farò niente per nasconderla. Avevamo promesso ai nostri elettori che l’Imu sulla prima casa sarebbe stato abolito e così è stato”.

Il vice-premier, dicevamo, non aveva minimamente pensato alle conseguenze che questo meccanismo avrebbe innescato. Per restituire linfa vitale all’economia è stato immediatamente approvato il decreto legge 102 recante “Disposizioni urgenti in materia di Imu, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici”.

In altre parole, per sostituire le entrate che l’Imu avrebbe garantito bisognerà operare dei tagli ad altri settori. Lo stato centrale si è privato di 1 miliardo di euro per poter sostenere questa mancanza, ma altri sacrifici saranno richiesti ai fondi di prevenzione sociale.

Saranno infatti tagliati fondi all’occupazione, fondi per la ricerca sperimentale sulle energie rinnovabili,  fondi destinati alla lotta contro l’evasione fiscale, fondi stanziati per la manutenzione della rete ferroviaria ed infine saranno bloccate le assunzioni nel settore della sicurezza.

Insomma la potremmo definire una manovra di macelleria economica che metterà a rischio altri settori della nostra economia restando sempre in attesa di sapere quali saranno le coperture per evitare la rata di dicembre.

Una mossa che ha dato la vittoria al centro destra, ma che ha anche un secondo vincitore ossia Beppe Grillo. Il leader del Movimento 5 Stelle aveva battuto molto forte proprio sull’Imu, oltre che sulla riduzione degli stipendi parlamentari, in parte anche Bersani a suo tempo aveva promesso di ridimensionare l’Imu sulla prima casa abolendola solo in certe circostanze.

Insomma, che la destra se ne renda conto o meno, tutti e tre i più grandi partiti italiani hanno in parte vinto questa battaglia persino chi, come il M5s, non ha nemmeno partecipato alla coalizione. Il populismo sfrenato dell’ultima campagna elettorale ha reso pan per focaccia: dopo un’elezione fatta di soli perdenti e nessun vincitore adesso sono tutti vincitori e nessuno sconfitto.

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