Referendum contro De Magistris, il Pd attacca il sindaco

de-magistrisNapoli, 4 settembre – Il rapporto tra il Pd e gli arancioni è ai minimi storici. Un rapporto complicato quello tra i due partiti di centro sinistra che si scontrano senza esclusione di colpi nell’area campana, ed in particolare nella città di Napoli, ormai da più di due anni a questa parte. La guerra di interessi che era cominciata con l’elezione di De Magistris e che, paradossalmente, il Pd aveva decantato come un successo della sinistra non era piaciuta come definizione al neo-sindaco napoletano che, a quel punto, aveva attaccato il partito di Bersani.

Da quel momento in poi da parte del Pd erano piovute critiche sul lavoro del sindaco arancione sul fatto che non stesse mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale.

L’ultima trovata del Pd è stata lanciare l’idea di un referendum contro De Magistris. Secondo il quotidiano La Stampa pare che in poche ore abbiano firmato già quarantamila napoletani per screditare il lavoro fatto dall’attuale sindaco della città del sole.

Gino Cimmino, segretario provinciale del Pd, sintetizza: “Vogliamo che i napoletani esprimano un giudizio sull’azione amministrativa della giunta De Magistris”.

Articolata invece la nota di Valeria Valente, deputata del Pd, che ha attaccato il sindaco il quale avrebbe reagito alla notizia del referendum con evidente dissenso nei confronti del Pd:

“E’ davvero singolare che anziché rallegrarsi perché una parte dei napoletani ha deciso di far sentire chiara e netta la propria voce su questioni fondamentali per la città, de Magistris si metta ad attaccare le forze politiche, in particolare il Pd e i promotori di questa iniziativa – si legge nella nota della Valente -, che attraverso il referendum hanno scelto di ridare protagonismo ai cittadini e agli elettori su questioni programmatiche centrali per la vita di Napoli e il suo futuro. Attaccare il Pd sulla base della motivazione che ‘a Roma governa con la destra di Berlusconi e a Napoli attacca una giunta di sinistra è pretestuoso e demagogico oltre che non rispondente alla realtà perché si mettono in relazione vicende completamente diverse tra loro e questo – conclude Valente – nel tentativo maldestro di nascondere il nervosismo dovuto all’oggettiva difficoltà vissuta dalla sua amministrazione in questo momento”.

Insomma Pd e sindaco ai ferri corti, ed è ormai diventato evidente a tutti che De Magistris non è più amato come quando è stato eletto, anzi i suoi sostenitori si sono drasticamente ridotti.

Canta fuori dal coro Luisa Bossa, deputata Pd ed ex sindaco di Ercolano che prende le difese del sindaco e spiega: “Ho fatto il sindaco dieci anni in una città come Ercolano, certamente più piccola di Napoli, ma non meno ostica. Lì, sul campo, ho capito quanto e difficile amministrare questi territori. È un compito ai limiti del possibile. È tale il grumo di problemi, è tale l’intreccio di questioni, che metterci le mani — ve lo assicuro — è davvero un rompicapo”. Prima giustifica l’operato di De Magistris poi attacca il proprio partito sulla scelta del referendum. “Trovo debole, per esempio, l’idea del referendum sull’operato del sindaco. In democrazia il referendum sul sindaco si fa ogni cinque anni, quando si vota. De Magistris è a metà del mandato. Chi ascolta la città sa che Napoli è scontenta. Chi la vive, chi la osserva, la vede peggiorata. Tocca a chi ha vinto le elezioni, a chi è al governo, il tentativo di cambiare rotta con umiltà, se ci riesce. Chi è all’opposizione deve farsi trovare pronto, con progetto alternativo e credibile. Quando si voterà, la democrazia presenterà il suo conto“.

La conclusione della vicenda probabilmente si avrà soltanto al termine del suo mandato dal momento che il referendum posto in queste modalità non dovrebbe avere alcuna ripercussione concreta sul mandato del sindaco ma, semmai, è un tentativo estremo per costringere il sindaco alle dimissioni.

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