Nuova Città della Scienza di Bagnoli arretra per dare spazio a spiaggia

Incendio Citta della scienza il giorno dopoNapoli, 4 set. – (Adnkronos) – Una terrazza sul mare, lì dove c’era parte dello Science Center di Città della Scienza prima dell’incendio del 4 marzo, esattamente sei mesi fa. E’ stato anticipato, nel corso di una conferenza stampa nel polo di ricerca e divulgazione scientifica di Napoli, parte del progetto che porterà alla realizzazione della spiaggia pubblica a Bagnoli. Lo Science Center di Città della Scienza sarà ricostruito ma arretrerà di circa 10 metri per permettere la realizzazione di una terrazza sulla spiaggia, in accordo con il Comune di Napoli.

La spiaggia vera e propria dovrà essere realizzata al posto dell’attuale scogliera con il ripascimento del tratto di costa sul quale si affaccia Città della Scienza. La Fondazione Idis – Città della Scienza, presieduta da Vittorio Silvestrini, aprirà inoltre al pubblico un’area che sarà ribattezzata “nuova piazza a mare”, che diventerà l’ingresso alla spiaggia con la realizzazione di nuovi percorsi di camminamento. “Su questa soluzione c’è un accordo di massima con il sindaco de Magistris”, spiega Silvestrini. “Verranno ottimizzati i rapporti tra la spiaggia e Città della Scienza, per valorizzare il fatto che siamo l’unico science center al mondo che affaccia sul mare”, conclude.

Sarà la ventisettesima edizione di ‘Futuro Remoto’ ad inaugurare gli spazi espositivi lato mare di Città della Scienza, semidistrutti dall’incendio dello scorso 4 marzo. Un evento che il presidente di Città della Scienza Vittorio Silvestrini proprio per questo ha definito “dal particolare valore simbolico”. In una conferenza stampa a Bagnoli, la Fondazione Idis ha presentato il cronoprogramma e lo stato dei lavori di ricostruzione di Città della Scienza: a ottobre 2014 potrebbe essere inaugurato ‘Corporea’, il nuovo edificio in fase di costruzione che ospiterà il Museo del Corpo umano. Per l’intero piano di ricostruzione, ha spiegato Silvestrini, “occorrono complessivamente dai 26 ai 30 milioni di euro, di cui 15 a valere sui fondi europei stanziati dal Ministero per la Coesione territoriale.

Proveremo a far salire la cifra avvalendoci dell’aiuto della Banca europea degli investimenti, disponibile a concederci un prestito a tassi agevolati da restituire in venti anni”. Gli unici fondi pubblici già a disposizione “sono i 5 milioni di euro stanziati dall’ex ministro Passera al Provveditorato per le opere pubbliche, che servono per la messa in sicurezza della parte distrutta e dei suoli che ospiteranno i nuovi edifici”. “Speriamo ci dicano presto chi ha bruciato Città della Scienza”, ha dichiarato il consigliere delegato Vincenzo Lipardi ritornando sull’incendio del 4 marzo. “E’ fondamentale che questa pagina nera della nostra città diventi più chiara – ha aggiunto – per capire chi ha appiccato l’incendio, chi l’ha commissionato e soprattutto perchè”.

Lascia un commento