Terme di Agnano, il bando di gestione è da rifare

terme-di-agnanoNapoli, 9 settembre – Nulla di fatto all’apertura delle buste del 3 settembre per l’assegnazione della gestione delle Terme di Agnano, con un contratto trentennale. La gara, bandita lo scorso maggio, prevedeva i seguenti punti: canone base di locazione di un milione di euro, assunzione degli ottantatré dipendenti, di cui trentuno in cassa integrazione ed un piano di investimenti per i prossimi 10 anni.

L’avvocato Marinella De Nigris, presidente della società delle Terme di Agnano ha annunciato: “Prepariamo un altro bando che pubblicheremo entro un mese. Puntiamo, con la collaborazione di tutti, ad una ricollocazione dei dipendenti in altre partecipate secondo le esigenze che ci manifesteranno le altre società del Comune. C’è da dire che tutti i privati ci hanno scritto che si devono rivedere le condizioni del bando”.

L’offerta russa è risultata troppo al ribasso con 600 mila euro l’anno per il fitto e l’impiego di ventidue dipendenti, aggiungendo i trentuno cassa integrati dopo la ristrutturazione, con un costo previsto di 15 milioni di euro.

Ad oggi la voce maggiore di spesa è legata al personale che richiede quasi 3 milioni di euro l’anno, la ricollocazione in altre partecipate del Comune significherebbe l’alleggerimento del deficit strutturale di bilancio.

Ma i magistrati della Corte dei conti, già nel 2011, si erano espressi in merito alla situazione Terme: “È necessario monitorare la gestione della partecipata, perché rischia, per la rilevante entità di risorse assorbite, di pregiudicare il mantenimento degli equilibri finanziari complessivi del Comune”.

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