Giunta riunita sul caso Berlusconi, l’ultimo atto del Governo?

silvio berlusconiRoma, 9 settembre – L’ora del giudizio è finalmente giunta per Silvio Berlusconi. L’ultimo attimo della telenovela che da mesi gira intorno all’ex premier dovrebbe finalmente trovare una netta conclusione nel consiglio in corso in queste ore al senato.

La definitiva condanna che i pm hanno attribuito al leader del Pdl renderebbe, in base alla legge Severino-Monti, l’ineleggibilità a qualsiasi carica pubblica e la decadenza da senatore dell’ex premier.

L’atto finale di questa vicenda ventennale, scattato solo dopo che Berlusconi è stato condannato per frode fiscale ad un anno di arresti domiciliari, rischia di mettere in discussione il governissimo con la sinistra. Il Pd, almeno stavolta, sembrerebbe coeso nel non voler difendere Berlusconi ed anzi raccogliere la palla al balzo per votare la sua decadenza e tornare alle urne per potersi presentare più forte che mai agli occhi degli italiani.

Il problema Berlusconi non deciderà, quindi, soltanto le sorti del governo ma anche quelle del Pd. La sinistra a questa giunta dovrà presentarsi coesa per riacquisire credibilità dopo il fiasco completo delle elezioni, in caso contrario il destino di questo partito potrebbe essere già segnato. Già nella giornata di ieri Violante (Pd) ribadiva il precetto fondamentale che “tutti hanno diritto alla difesa”, forse dimenticando che Berlusconi è stato condannato in via definitiva ed è quindi indifendibile.

Il governissimo quindi potrebbe vedere così il proprio fallimento e l’Italia si ritroverebbe ancora una volta senza un governo e senza una guida fino alle prossime elezioni.

Un altro caso del genere per un paese completamente dilaniato dalla crisi significherebbe un disastro senza fine. In uno scenario del genere se il Pd non marcerà convinto ed unito i grillini potrebbero approfittarne per mettere su un programma altrettanto appetibile, populisticamente parlando, ma non altrettanto ricco di contenuti.

Il futuro è dunque sempre più incerto, ma da oggi potrebbero emergere punti cardine per la prossima legislatura che già senza Berlusconi toglierebbe una pietra miliare epocale capace di affondare la destra politica nel nostro paese.

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