Il Villaggio Preistorico di Nola sarà interrato, ordini della Soprintendenza

SIMPOS5Nola, 10 settembre – È giunto il momento, il cantiere è stato allestito ed i lavori per interrare il Villaggio Preistorico di Nola, la cosiddetta Pompei della Preistoria, importantissimo sito dell’Età del Bronzo Antico, come viene definito nel portale del Comune nolano, stanno per iniziare.

La notizia è stata ufficializzata da Salvatore Velardi, rappresentante della Cgil di Nola, che dalle pagine del blog scrive: “Dopo gli annunci dei mesi scorsi quel che temevamo, purtroppo, in questi giorni va prendendo corpo, nella generale rassegnazione. Il Villaggio Preistorico di Nola verrà nuovamente interrato. Ci resterà la speranza che i nostri figli potranno fare, un giorno, ciò che oggi non siamo riusciti a fare: salvare e valorizzare questo straordinario sito”.

Il ritrovamento archeologico risale al 2001 in località Croce del Papa al confine tra i comuni di Nola e Saviano. Il villaggio è stato sepolto dall’eruzione del Vesuvio chiamata delle Pomici di Avellino (1860-1680 a.C.). “L’eccezionalità del ritrovamento – spiega il Comune via web – è dovuta proprio alle condizioni del seppellimento che hanno garantito la conservazione delle capanne attraverso il loro calco nel fango e nella cenere che le ha inglobate, sigillando anche tutte le suppellettili che si trovavano al loro interno al momento del disastroso evento”.

Ma oggi, quella ricchezza emersa dal fango, “La gigantesca opportunità che la storia ed il caso ci hanno regalato e che noi, invece, abbiamo, così stupidamente, sciupato”, quello “scrigno prezioso che nessuno mai, in nessuna altra parte del mondo, si sarebbe fatto sottrarre“, come scrive Velardi nel blog, la restituiamo indietro.

L’intervento rientra nel piano studiato dalla Soprintendenza ai beni archeologici e nasce dall’impossibilità di arginare l’innalzamento della falda acquifera che dal 2007 ha invaso e sommerso, sotto due metri di acqua, il sito preistorico. Tra le svariate ipotesi, i progetti, le battaglie delle associazioni, la raccolta firme, le campagne di sensibilizzazione per salvare il villaggio, una puntata speciale di Super Quark di Piero Angela, 743 articoli dedicati che nel tempo hanno divulgato la straordinaria scoperta, è stato scelto l’interramento.

Prima della messa a dimora definitiva delle capanne, un gruppo di archeologi opererà sott’acqua per restaurare e garantire la conservazione, grazie ad un involucro di sacchi di sabbia. I lavori termineranno con la costruzione di una riproduzione, in scala reale, dell’antico villaggio distrutto dall’eruzione del Vesuvio.

“Gli studiosi sostengono che in quell’area sono presenti molte altre capanne, forse addirittura un centinaio – prosegue Salvatore Velardi – […] Avremo, forse, la possibilità, come suggerisce ed indica la Soprintendenza, di realizzare un parco tematico: meglio di nulla. Ma quale differenza abissale potrà esserci con un parco archeologico vero!”

Lo scorso mese di luglio, il deputato Massimiliano Manfredi (Pd) ha richiesto un’interrogazione parlamentare per salvare il Villaggio Preistorico di Nola “L’incuria totale che ha questo territorio per i suoi beni è un qualcosa di aberrante, chiederò a Massimo Bray, ministro della Cultura, un sopralluogo urgente su tutta l’area nolana”.

Dopo oltre un mese di tempo niente è cambiato ed anche se trapelano voci circa i forti dubbi espressi dal ministro Bray, che solo da poco ha conosciuto la storia del sito preistorico, ma ha subito mostrato le sue perplessità circa l’interramento, la Soprintendenza procede come da programma ed un altro inestimabile pezzo del patrimonio culturale italiano sprofonda per sempre negli abissi dell’indifferenza.

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