Letta alla Fiera del Levante: l’economia italiana riparte dal Sud. Botta e risposta a distanza tra Renzi e il Premier

++ L. stabilità: Letta, la scriviamo noi non Bruxelles ++Bari, 14 settembre – Si è tenuta nel quartiere fieristico del capoluogo pugliese, l’inaugurazione della 77 esima Fiera del Levante, alla quale è intervenuto il Presidente del Consiglio Enrico Letta.

L’evento si è aperto, come di consueto, con il saluto del sindaco di Bari Michele Emiliano (Pd), che nel suo discorso ha messo l’accento sull’ urgenza di cambiare la legge elettorale e di ritornare alle urne. Afferma infatti Emiliano: “Rispetto ad ognuno dei sogni che abbiamo davanti si frappone la debolezza dell’attuale coalizione di governo che di fronte a veti, anche di natura provinciale e personale, sembra essere incapace di portare a termine i propri pur volenterosi intendimenti. Attendere ancora può mettere il nostro Paese in grave pericolo.”

All’ intervento del primo cittadino, è seguito quello del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, nonché leader di Sel. Vendola, nonostante il suo partito sia all’ opposizione del Governo, dichiara al premier rispetto e leale collaborazione in quanto rappresentante della regione Puglia. Poi sottolinea alcune tematiche calde per il suo territorio, quali il soffocamento del patto di stabilità e la vicenda Ilva, ma si scaglia anche contro una questione sociale di cruciale importanza per le giovani generazioni del nostro Paese: il numero chiuso nelle Università.

Il premier Letta nel suo intervento, ha sottolineato l’ importanza del Mezzogiorno e la necessità che non sia visto più come freno all’ economia italiana ma come motore, ponendo  fine al modello di dualismo che da sempre caratterizza il nostro Paese. Le priorità per intraprendere la strada del cambiamento sono innanzitutto politiche adeguate, ma anche la presenza di rappresentanti responsabili che sappiano valorizzare il capitale culturale, sociale e paesaggistico del meridione. Un punto all’ ordine del giorno, è sicuramente la riduzione del tasso di dispersione scolastica, che in alcune città del Sud appare ancora consistente. Il premier continua con l’ammonizione di diffidare dei cosiddetti uomini della provvidenza, annunciando che la prospettiva per il Paese c’è ed è reale, ma la strada bisogna percorrerla passo dopo passo.

Letta ha poi continuato il botta e risposta a distanza cominciato ieri sera con Renzi, quando il premier intervenendo alla festa di Scelta Civica ha affermato: “Detesto la politica fatta solo di battute”. A Bari ha invece elencato alcuni successi e segnali di cambiamento che il suo governo ha conseguito soprattutto dal punto di vista sociale, affermando: “Non sono piccole cose”. Arriva dalla festa del Pd di Firenze la replica di Renzi, che risponde: “La differenza tra i politici non è fra chi fa le battute e chi non le fa ma fra chi fa le cose e chi le rinvia”, e afferma del suo stesso partito: “Se Martin Luther King fosse stato iscritto al Pd non avrebbe detto “io ho un sogno” avrebbe detto “io ho un incubo”.

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