Tribunali soppressi tra disagi per i cittadini e proteste degli avvocati, il punto sulla riorganizzazione delle sedi

Napoli, 1avvocato8 settembre – Ancora proteste per l’entrata in vigore del nuovo riassetto dei tribunali, come voluto dal decreto giustizia n.78 del 1° luglio 2013. Il decreto, dal 14 settembre, prevede la soppressione di 30 tribunali e altrettante procure, 220 sezioni distaccate e 667 uffici del giudice di pace, per un risparmio di circa 80 milioni di euro ed una riorganizzazione più efficiente della giustizia.

All’ordine del giorno le manifestazioni da parte degli avvocati davanti ai tribunali inclusi nella soppressione, ma oltre ai fori, sono in chiusura anche quelle 220 sedi distaccate in cui si può ricorrere in giudizio, composte di aule per la discussione delle cause e di personale ivi operativo dove funzioneranno le cancellerie per assolvere agli adempimenti amministrativi, ma senza udienze, come Casoria, Marano, Ischia.

In particolare ad Ischia il 16 settembre gli avvocati si sono radunati in un presidio davanti ai cancelli del tribunale ed apposto uno striscione con lo slogan: “La Cancellieri ha chiuso i cancelli della giustizia”. Dopo l’apertura forzata delle inferriate attraverso le forze dell’ordine e un fabbro, gli avvocati si sono riuniti in assemblea permanente che durerà fino al 20 settembre. Solidarietà a quanto accaduto è stata portata dal sindaco di Ischia, Giuseppe Ferrandino, il presidente dell’Ascom, Marco Bottiglieri, il presidente di Federalberghi Ischia, Ermando Mennella e il rappresentante dell’ATEC (Associazione Trasportatori isola d’Ischia), Giovanni Lombardi.

In seguito a questo episodio il presidente del Tribunale di Napoli Carlo Alemi ha stabilito che le sedi distaccate dei tribunali del distretto di Napoli, di Ischia, Marano e Casoria riprenderanno le attività istituzionali.

Dei tribunali in soppressione solo per otto è stata allungata l’agonia per permettere di trattare ancora per due anni i procedimenti civili in corso. Le sedi interessate sono quelle di Alba, Bassano del Grappa, Pinerolo, Vigevano, Chiavari, Lucera, Sanremo e Rossano (anche per i processi penali pendenti).

La domanda che inevitabilmente scaturisce è se davvero queste soppressioni portano risparmio allo Stato in termini di moneta sonante, quale servizio i cittadini ricevono in cambio?

A maggio fu presentata una lettera aperta da parte dell’Anai (Associazione Nazionale Avvocati Italiani) al ministro Cancellieri illustrando l’incostituzionalità della revisione geografica giudiziaria. Il presidente Anai, Maurizio De Tilla, sottolineava anche il lato economico della riorganizzazione: “[…] comporta fortissimi oneri di spesa da parte dello Stato con aggravi della finanza pubblica: la riorganizzazione territoriale degli uffici giudiziari, infatti, comporterà costi enormi, costi e nessun vantaggio sull’efficienza della giustizia e la legge delega non dà alcun conto di tali aggravi di spesa. Tale riforma rende difficoltoso l’esercizio del diritto di difesa e della tutela giurisdizionale”.

Questo riassetto dei tribunali vede, da una parte l’aggravio di lavoro per quei tribunali già in affanno di forza lavoro in termini di impiegati e magistrati e dall’altra, un disservizio per i cittadini che dovranno recarsi in sedi più lontane per potersi rivolgere alla giustizia.

In Campania i Tribunali previsti nel decreto giustizia sono Ariano Irpino, Sala Consilina, Sant’Angelo dei Lombardi. È prevista l’istituzione di un nuovo tribunale a Giugliano come distaccamento Napoli nord.

Il Ministro Cancellieri ha annunciato: “Eventuali interventi correttivi entro i termini previsti dalla delega. Per questo abbiamo già predisposto, nelle sue linee essenziali, un primo intervento correttivo, con alcune norme organizzative e processuali che renderanno ancor più fluida la fase di avvio della riforma, mentre adotteremo subito dopo anche un secondo decreto correttivo, per apportare alcune modifiche dell’assetto territoriale dei nuovi tribunali, così recependo alcune delle segnalazioni provenienti sia da quest’aula che dai territori”.

Il significato dei correttivi da attuare entro l’anno, riguarda la possibilità di ripristinare tribunali e sezioni distaccate laddove si manifesti la necessità di correggere, ovvero l’attestazione dell’errore.

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