Ad Acerra minacciano di lanciarsi dal termovalorizzatore. Disperazione tra i dipendenti del Consorzio Bacino, senza stipendio da undici mesi

Lavoratori del Consorzio Unico Bacino stanno impedendo l'ingresso dei camion di rifiuti nel termovalorizzatore di Acerra (Napoli),  1 Agosto 2012,  ANSA/CESARE ABBATEUn gruppo di dipendenti del Consorzio Bacino, che si occupano della raccolta dei rifiuti, sono saliti ieri sul tetto della torre del termovalorizzatore di Acerra in provincia di Napoli minacciando di lanciarsi nel vuoto. All’interno dell’impianto sono entrati una decina di operai che facevano parte del presidio. Altri dipendenti, oltre un centinaio, provvedevano invece a bloccare tutte le vie di accesso all’impianto anche con l’uso di alcuni camion fermati sulla strada che conduce al termovalorizzatore. La loro protesta va avanti da mesi, perché è da mesi che ormai non percepiscono più lo stipendio dovuto, nonostante il loro impegno non sia mai venuto meno, recandosi puntualmente a lavoro. I “desperados”, come loro stessi si definiscono, ormai sono allo stremo, non ricevono nessuna mensilità da ben undici mesi.

La crisi colpisce indistintamente tutti, ma è inaccettabile che si lasci passare nell’ombra le inadempienze di un’azienda che oltre a dover garantire un servizio alla collettività con il ritiro dei rifiuti, dovrebbe innanzitutto garantire il rispetto dei diritti dei dipendenti che con il proprio lavoro permettono che l’azienda assolva gli impegni presi. “Dobbiamo ancora ricevere i salari relativi a parte del 2012, ma le bollette continuano ad arrivare. Ci stanno facendo perdere la nostra dignità di uomini e padri a 60 anni” Lo hanno urlato i lavoratori durante la manifestazione.

La protesta di ieri mattina è stata alimentata anche dalla delusione nelle Istituzioni che nulla ancora hanno fatto per risolvere la questione e nulla sembrerebbe vogliano ancora fare. Il blocco dell’impianto è scattato dopo che i dipendenti hanno appreso che “l’incontro previsto a Roma per mercoledì prossimo per un tavolo interistituzionale presso il ministero dell’Ambiente, finalizzato alla salvaguardia occupazionale del personale, nonché al reperimento dei fondi per la copertura finanziaria, è stato rinviato a data da destinarsi”.

Nel pomeriggio le persone che si erano barricate sul tetto dell’inceneritore sono state convinte a scendere. I dipendenti del consorzio di bacino però non si arrendono e questa è solo una tregua, perché come hanno affermato i tanti lavoratori in protesta, la lotta continuerà fino a che non sarà loro garantito il rispetto del diritto a ricevere lo stipendio: “Siamo allo stremo – hanno raccontato i manifestanti – oltre a non percepire lo stipendio, affrontiamo spese per recarci al lavoro. Non possiamo andare avanti così. Ci hanno tolto la dignità e non abbiamo altre possibilità occupazionali”.

Nonostante le proteste dei dipendenti del Consorzio di Bacino, l’attività dell’inceneritore non è stata fermata. Se il blocco no si fosse ritirato, l’impianto avrebbe corso il rischio di non poter ricevere i camion che trasportano i rifiuti raccolti, provenienti per gran parte dai comuni della provincia di Napoli.

FOTO: tratta da ANSA.it

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