Napolitano al 70° anniversario delle Quattro giornate

presNapoli, 28 settembre – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto nel capoluogo campano alla commemorazione del 70° anniversario delle Quattro giornate. L’avvenimento celebra il popolo napoletano che dal 27 al 30 settembre 1943 riuscì a liberare la città dai nazisti.

Il presidente ha deposto una corona di alloro al Maschio Angioino alla presenza delle autorità e della folla radunatasi per l’occasione. All’interno del castello è stato accolto dal sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, dal presidente della giunta regionale, Stefano Caldoro, e dall’arcivescovo di Napoli, cardinal Crescenzio Sepe.

Il sindaco De Magistris ha consegnato una targa commemorativa a Napolitano quale ringraziamento per la sua presenza in questo anniversario che ha così commentato: “L’unità e il futuro della Repubblica poggiano sul ravvicinamento e la coesione fra le regioni e le sue capitali, fra Nord e Sud. In Italia, come nell’Unione Europea, non reggono rozze contrapposizioni fra un Nord virtuoso e il Sud ridotto a zavorra e palla al piede della comunità italiana ed europea. Napoli fu la prima metropoli europea a levarsi contro il nazifascismo con le sole forze del suo popolo. Di questo titolo d’onore per l’Italia, la Repubblica deve dare sempre pieno riconoscimento a Napoli traendone le ragioni di un rispetto e di una fiducia che Napoli merita. Le Quattro Giornate ci debbono dare convinta fiducia in quel che di qui può ancora venire nelle critiche circostante attuali e nell’incerto prospettarsi del futuro alla causa comune dell’Italia e dell’Europa”.

Con l’occasione, si sono radunati al castello anche una rappresentanza di avvocati ischitani e napoletani con lo striscione: “Ischitani impoveriti dalle tasse, provati dei servizi e scippati della giustizia” che poneva l’attenzione sulla chiusura del Tribunale di Ischia secondo il decreto legge giustizia.

Presente anche don Maurizio Patriciello con alcuni cittadini di Giugliano con striscioni che sottolineavano i diritti negati nella terra dei fuochi. A Napolitano sono state consegnate le cartoline con i volti dei bambini morti di tumore autenticate dalla firma dei genitori. Toccanti  le parole di don Patriciello che ha uniformato i morti delle Quattro giornate, vittime dell’occupazione nazista, a coloro che sono scomparsi per tumore causato dai rifiuti della camorra. Don Patriciello sarà ricevuto nei prossimi giorni dal presidente della Repubblica, tra le sue intenzioni invitare il capo dello stato in visita ufficiale a Caivano.

Una giornata impegnativa quella del presidente che dopo la cerimonia si è recato al carcere di Poggioreale dove poco prima era stato dato l’allarme bomba, poi rientrato, consentendo lo svolgimento del programma. Nella cappella dell’istituto, Napolitano ha comunicato le sue intenzioni: “Ho pronto un messaggio per il Parlamento, se non ritenga di prendere in considerazione un provvedimento di clemenza. La maggioranza di due terzi imposta dalla legge non deve essere un freno ad esaminare fino in fondo la necessità di questo provvedimento. Attendo solo un momento di maggiore serenità per tirarlo fuori dal cassetto”.

Annullata la visita del presidente atteso in serata al Teatro San Carlo per un’assemblea dei lavoratori contro il Decreto Cultura.

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