E’ resa dei conti anche nel Cdm. Verifica, atto decisivo per il governo Letta

lettaRoma, 28 settembre – Il destino del Governo delle larghe intese è ormai in una situazione di equilibrio precario. Dopo la diaspora minacciata da parte degli esponenti del Pdl, il premier Enrico Letta, tornato da New York, ha subito convocato un Consiglio dei Ministri per chiarire la situazione.

Nel corso del CdM si è realizzato uno scontro tra i due principali blocchi politici che si sono addossati reciprocamente colpe e responsabilità, paralizzando di fatto l’esecutivo che non è stato in grado di dare il via alla “manovrina” per lo slittamento dell’ Iva che, per come stanno ad oggi le cose, dovrebbe aumentare di un punto percentuale, dal primo ottobre.

Dal prossimo lunedì si avvierà la settimana decisiva per le sorti dell’esecutivo. La crisi, infatti, verrà parlamentarizzata attraverso una verifica della fiducia al governo Letta che dovrebbe avvenire nella giornata di martedì.

I ministri del Pdl, che si dichiarano contrari al provvedimento sull’Iva, premono affinché la verifica avvenga lunedì, in modo da avere il tempo necessario per scongiurarne l’aumento.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, oggi, da Cortona, dichiara i 4 punti fondamentali sui quali i partiti dovranno votare o meno la fiducia al governo: una coraggiosa legge di stabilità; la netta separazione tra le vicende della Giunta e quelle del Governo; una nuova legge elettorale ed un programma che arrivi dichiaratamente fino al 2015.

Il premier Letta è stato chiaro riguardo le prospettive in caso di rinnovata fiducia, esortando il Pdl alla responsabilità: “Si tratta di prendere o lasciare, perché i problemi del Paese sono tanti e urgenti, e non si può andare avanti in un clima di tensione politica”.

Anche il Presidente della Repubblica Napolitano oggi, durante il suo intervento al carcere Poggioreale di Napoli, in memoria delle Quattro giornate di Napoli, ha rinnovato l’esortazione alla stabilità, dichiarando: “Non abbiamo bisogno di campagne elettorali a getto continuo, ma di continuità”.

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