Un banchetto negli scavi archeologici. Pompei ha bisogno di questo?

pompeiPompei torna alla ribalta, ma anche questa volta siamo ben lontani da dare lustro al nostro patrimonio culturale.

Le immagini dell’anfiteatro, uno dei luoghi simbolo dell’area archeologica vesuviana, vestito a festa per ospitare una cena di agenti assicurativi, dal 27 settembre sera corrono nel web diffuse dal sito “You Reporter”.

Il tam tam ha subito scatenato una polemica che ha visto schierarsi in prima linea l’architetto Antonio Irlando, responsabile dell’ Osservatorio Patrimonio Culturale che tempestivamente ha scritto una lettera a Massimo Bray, ministro dei Beni culturali ed il Turismo.

«Una cena privata nell’arena dell’anfiteatro è il modo giusto per valorizzare gli scavi e fare incassare qualche migliaio di euro alla Soprintendenza o piuttosto è il modo peggiore per svendere e ridicolizzare un bene pubblico tutelato dallo Stato e riconosciuto dall’Unesco quale patrimonio dell’umanità?”.

“La Dichiarazione di Segesta, adottata dal Consiglio d’Europa nel 1995 – precisa l’architetto Irlando attraverso il Corriere del Mezzogiorno – ha fissato le linee guida per la salvaguardia e l’utilizzo di antichi luoghi di spettacolo del Mediterraneo, dove non sembrano contemplate cene private nel bel mezzo dell’arena. Altro che valorizzazione del monumento qui si sta amplificando a dismisura l’incapacità di tutelare e valorizzare culturalmente un patrimonio pubblico a favore di privilegi privati che sono appannaggio di chi, per una serata, pur di sentirsi il padrone dell’anfiteatro, è disposto a spendere decine di migliaia di euro”.

E cenare sotto le stelle non è neanche troppo difficile, attraverso internet è semplice trovare offerte come questa: “Possiamo ospitare fino a 100 persone contemporaneamente, disponiamo di un gradevolissimo giardino pompeiano nell’area attigua ai nostri chioschi. È possibile organizzare l’asporto del pasto nel caso si voglia consumare all’interno degli scavi…”

FOTO: tratta da youreporter.com

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