Continuano le proteste dei lavoratori del Teatro San Carlo, previsti tagli per un debito di 40 milioni di euro

Teatro di San Carlo. 2009Napoli, 30 settembre – Al Teatro San Carlo, va in scena dall’inizio di settembre il dramma che vede protagonisti i lavoratori penalizzati dal decreto legge n.91, denominato Valore Cultura, risalente allo scorso 8 agosto. In pratica, l’articolo n.11 del decreto legge, inserisce nei contenuti inderogabili la riduzione di personale per gli amministrativi ed operai di circa il trenta per cento, mentre per i contratti collettivi di secondo livello, quasi tutti, i dipendenti subiranno una decurtazione dalla busta paga di circa 400-500 euro mensili.

Nella conferenza stampa organizzata dalle R.S.U. (Rappresentanza Sindacale Unitaria) e dalle OO.SS. Territoriali (Organizzazioni Sindacali quali SLC, CGIL,FISTEL, CISL, UILCOM, UIL) i lavoratori della Fondazione si sono rivolti ai giornalisti per fare chiarezza circa il loro stato di agitazione che ha portato all’annullamento dello spettacolo inaugurale per la stagione sinfonica cui doveva intervenire il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Presente il deputato Luisa Bossa del Partito Democratico in qualità di membro della Commissione cultura della Camera e alcuni giornalisti.

Chiare e dirette le parole dell’onorevole che sostiene la necessità della correzione di alcune parti del decreto prima della sua definitiva approvazione prevista per l’8 ottobre. Ma la situazione di instabilità politica del governo, che rischia di precipitare da un momento all’altro, non rende le cose più semplici. L’onorevole ribadisce la sua intenzione di sottoporre la questione al premier Letta che mercoledì sarà in aula al Parlamento, unitamente ad una interpellazione urgente al ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray, per comprendere il futuro del San Carlo. Parole di speranza quelle che ha poi riservato ai lavoratori in assemblea: “[…] La partita non è ancora chiusa, vedo alcuni spiragli”.

L’onorevole Bossa non ha potuto celare la sorpresa per lo stato debitorio della Fondazione, pari a 40 milioni di euro, accumulato nonostante l’apparente gestione virtuosa del Teatro San Carlo. “È incredibile che a soli due anni dalla ricapitalizzazione della fondazione ci sia questo buco”, ha commentato la parlamentare Pd.

A partire dal 6 settembre, i lavoratori del San Carlo, hanno cercato di porre l’attenzione sull’articolo n.11 del decreto rivolgendosi alle Istituzioni locali, al sindaco Luigi De Magistris, presidente della Fondazione del Teatro San Carlo ed al Consiglio Di Amministrazione cui fanno parte Comune, Regione e Provincia, attraverso comunicazioni scritte e la dichiarazione dello stato di agitazione.

In concreto non c’è stata una pronta risposta, infatti, il sindaco De Magistris incontrerà i lavoratori nella giornata di oggi 1 ottobre nella sede del Teatro San Carlo.

I lavoratori chiedono ai media attenzione circa il loro stato di agitazione in difesa del salario spesso al di sotto della media nazionale delle retribuzioni smentendo le illazioni circa importi non veritieri peraltro con un contratto fermo da diversi anni. Fanno inoltre appello affinché i responsabili che hanno portato al disavanzo dei 40 milioni di euro siano giudicati per le loro responsabilità e che il sindacato possa entrare a controllare la spesa del CdA come il Modello Volkswagen. In merito al mancato concerto d’inaugurazione sottolineano che, nonostante la dichiarata volontà di tenere il concerto è venuta meno la risposta decisiva della dirigenza della Fondazione. Al presidente della Repubblica chiedono di seguire con attenzione l’iter del decreto che così com’è rischia di mortificare i lavoratori e penalizzare occupazione e salari.

La sovrintendente Rosanna Purchia aveva comunicato nei giorni scorsi il previsto incontro del CdA monotematico per il 1 ottobre al fine di approfondire i contenuti del decreto convocando le organizzazioni sindacali nella stessa giornata al termine del consiglio. Le sue parole a riguardo sono state: “Ciò che auspico, e lo dico con forza, è di trovare insieme al CdA alle OO.SS e alla R.S.U. un percorso condiviso che non penalizzi i lavoratori. Sento inoltre di scusarmi a nome della Fondazione per il disagio arrecato al nostro amato pubblico che ci ha sempre sostenuto”.

Le maestranze del Teatro San Carlo chiedono al CdA alle istituzioni locali ed alla città di mobilitarsi in difesa del suo Teatro e diffidano la Dirigenza del teatro ad assumere iniziative che mortifichino i diritti e la professionalità dei suoi dipendenti.

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