Berlusconi salva il governissimo ed apre agli aumenti

letta berlusconiRoma, 2 ottobre –  Berlusconi ci ripensa e salva il governo Letta. L’ex premier, leader del Pdl, smentisce tutto, proprio come ai bei tempi, e rilancia l’idea della coalizione con il centrosinistra. A far saltare i piani di quanti credevano che, almeno stavolta, Berlusconi potesse rendere un servigio agli italiani sbloccando la situazione politica è stato un clamoroso dietrofront del cavaliere.

Esulta il capo del governo, Enrico Letta, che festeggia con 235 voti incassati per la fiducia tra i quali c’è anche quello di Silvio Berlusconi.

“Si deve tracciare la separazione tra le questioni giudiziarie di Berlusconi e le attività dell’esecutivo – ha dichiarato il presidente del Consiglio Enrico Letta – due piani non possono essere sovrapposti, in uno Stato democratico le sentenze si rispettano e si applicano, senza dimenticare il diritto intangibile a una difesa efficace, senza trattamenti ad personam e contro personam”.

Insomma un Letta soddisfatto di poter continuare l’avventura di governo. Al coro di gioia si unisce anche il Pd, completamente d’accordo e compatto sulla linea da seguire.

D’altronde, come spiegarsi questo clamoroso cambio di marcia da parte del Pdl se non con una paura, anche inconsapevole, di Berlusconi di perdere le eventuali elezioni. Nonostante prima del voto di fiducia avesse insistito tanto, anche fino a poche ore prima, affinché i suoi ministri si dimettessero e si tornasse alle urne, alla fine ha prevalso in lui il buon senso lettiano.

Forse, semplicemente, qualcuno gli avrà sussurrato all’orecchio che i sondaggi che lo davano come preferito dagli italiani in realtà erano pilotati, oppure tutti riccamente inventati, fatto sta che Berlusconi si trova praticamente con le spalle al muro.

Di fatto, se votasse la sfiducia al governo, il suo partito si smembrerebbe clamorosamente ed il primo ad andarsene sarebbe Angelino Alfano, la cui fiducia incondizionata per il proprio leader starebbe vacillando e non poco.

“Tutti i ministri hanno dato prova di lealtà, tutti si sono adoperati per costruire politiche efficaci senza per questo rinunciare alle proprie idee – ha dichiarato Letta – L’Italia cambia se siamo solidi al punto di non temere che l’incontro con l’avversario sporchi o annacqui la nostra reputazione. Solo chi non ha le spalle larghe finisce per essere ostaggio della paura del dialogo”.

Così, mentre Letta promette un 2014 all’insegna del “fare” il governo aumenta il tasso dell’Iva e manda letteralmente fuori dai gangheri tutti.

La messinscena di Berlusconi ha, infine, funzionato: gli aumenti ci saranno, in barba a questo od a quel governo e toccheranno tutti, indiscriminatamente, questo sempre a causa della tanto rimpianta Imu.

Intanto Epifani s’è detto soddisfatto della scelta di Berlusconi che avrebbe saputo, secondo il segretario del Pd, scindere i propri “tormenti” giudiziari dalla politica vera e propria. Ad ascoltarlo sembrerebbe quasi di sentir parlare il sosia di Letta, significativo di come il Pd stia cercando di governare attraverso il premier, ma senza successo perché di mezzo c’è un Pdl scomodo.

Il governo Letta guadagna almeno un altro mese di vita e tira avanti in attesa di poter mettere in atto proposte serie che servano al Paese e per il momento: solo tasse per tutti.

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