Padre Maurizio Patriciello: “Ancora oggi. Ancora a Caivano. Un altro terreno sequestrato. Un altro terreno inquinato”

sequestro -amiantoNapoli, 4 ottobre – Padre Maurizio Patriciello, il coraggioso parroco di Caivano, in provincia di Napoli, che con la sua tenacia e il suo amore, per una terra ormai avvelenata da ogni tipo di rifiuto tossico, sta dando voce alla sua gente, alle vittime e ai sopravvissuti, nella tarda sera di ieri su Facebook ha scritto: “Ancora oggi. Ancora a Caivano. Un altro terreno sequestrato. Un altro terreno inquinato. Località “Omo morto”. Più morto di così! Abbiamo bisogno di incontrarci. Di vederci. Di prenderci per mano. Di farci coraggio. Domani lo faremo. A Orta di Atella. Ci saremo tutti. Ma proprio tutti. Solo gli ammalati e gli anziani possono rimanere a casa. Ma parteciperanno ugualmente con il cuore”. È l’invito di Padre Maurizio a tutta la comunità a non mollare e restare uniti per far sentire una sola voce che grida. “Venerdì 4 ottobre, ore 17.00. Si partirà dal campo sportivo. Da Orta a Caivano. Anche il Presidente della Repubblica ha voluto inviarci il suo saluto. A domani, ragazzi. E grazie di tutto”.

Caivano è ancora una volta scenario di devastazione ambientale. Ieri i Carabinieri di Casoria, di Caivano e del Noe, su disposizione della Procura di Napoli Nord, hanno sequestrato un terreno di 30mila metri quadri di proprietà della Regione Campania a Sant’Arcangelo di Caivano in cui erano stati nascosti sotto una manciata di terra, appena 40 centimetri, trenta tonnellate di rifiuti speciali. Le operazioni coordinate dal colonnello Luca Corbellotti, supportato dal comandante Pierangelo Iannicca e il tenente Aldo Foggia della tenenza di Caivano, hanno permesso di individuare amianto, pneumatici usati e materiale edile di risulta. La notizia sconcertante e che suscita molta perplessità è che i rifiuti tossici sono emersi durante dei lavori di routine di manutenzione del condotto di depurazione delle acque di Caivano ed il ritrovamento è stato fatto per puro caso da una pattuglia di carabinieri. Per anni probabilmente sono stati svolti gli stessi lavori di manutenzione a quella condotta, ma nessuno ha mai denunciato o segnalato la presenza di questi rifiuti speciali.

La gente muore di cancro e le colpe sono di chi ha nascosto questi rifiuti, tutti quelli già ritrovati e quelli di cui si conosce l’esistenza, ma si ignora il luogo preciso in cui sono stati interrati. La colpa è di chi sa, ma fa finta di non sapere. Terra, aria e acqua inquinata sono la fonte di tumore che ammazza. Con 45 mila cartoline che ritraggono sette madri con la foto dei loro figli morti tra le braccia, Don Maurizio Patriciello, il 15 settembre scorso, ha dato il via alla campagna di sensibilizzazione rivolta al Papa e al presidente della Repubblica. “I morti gridano molto più dei vivi e l’aumento dei casi di tumore e leucemia in queste terre non può essere una conseguenza dello stile di vita”. Sono le parole di padre Maurizio. Altre 100mila copie saranno indirizzate all’Onu e alle autorità europee.

FOTO: tratta da ilmattino.it

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