Vaccino antinfluenzale. I medici di base hanno l’obbligo di farlo, lo dice il Tar del Lazio

influenzaL’influenza incalza e presto farà le sue prime vittime, costrette a letto con febbre e raffreddore. Anche se il clima mite sta prolungando la sua permanenza nel bel Paese, i cambiamenti repentini di temperatura possono già causare i primi sintomi parainfluenzali. In Italia, a differenza dell’Europa, non si è ancora registrato nessun caso di influenza, ma Giovanni Rezza, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità, ha spiegato che è già ora di correre ai ripari, in special modo per i soggetti a rischio e le persone affette da patologie particolari.

Rezza ha spiegato che ”di solito da noi i primi virus influenzali vengono isolati verso fine novembre, quando ne circolano di più. Quelli che circolano in questi giorni sono virus parainfluenzali, rinovirus, o coronavirus, che danno i tipici sintomi del raffreddore. Potrebbe anche esserci qualche caso sporadico di virus influenzale vero e proprio, ma la rete di sorveglianza li può catturare solo quando aumentano. È però arrivato il momento di pensare a vaccinarsi, con la campagna ufficiale ormai alle porte”.

Il Ministero della Salute, nel documento “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2013-2014” sottolinea che “il Centro Europeo per il controllo delle Malattie (ECDC) stima che in media circa 40mila persone muoiano prematuramente ogni anno a causa dell’influenza nell’UE. Il 90% dei decessi si verifica in soggetti di età superiore ai 65 anni”. È su questo presupposto che si è voluto estendere “Il Piano nazionale prevenzione vaccinale 2012-2014” inserendo anche gli ultra 65enni nel calendario della vaccinazione antinfluenzale, approvato con Intesa Stato-Regioni il 22 febbraio 2012.

In coincidenza con l’avvio della campagna vaccinazioni contro il virus dell’influenza, con una sentenza del Tar si è ribadito l’obbligo dei medici di base di effettuare ai propri pazienti il vaccino antinfluenzale secondo le direttive delle Asl.

Con la sentenza n. 8123/2013 del 6 settembre, il Tar del Lazio ha messo definitivamente la parola fine alla richiesta di indipendenza dei medici di base che si riducono ad essere non più di semplici servi al servizio delle Asl. La sentenza stabilisce che i medici di base non possono rifiutarsi di eseguire le vaccinazioni previste per le campagne annuali antinfluenzali. Ciò “riduce il medico a mero esecutore di una condotta terapeutica predeterminata in toto dall’Azienda, restando preclusa al medico ogni e qualsiasi valutazione sia in ordine di tipo di farmaco da impiegare, sia in ordine alla opportunità dal punto di vista medico di procedere a vaccinazione”.

A fare ricorso contro l’Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale e le disposizioni lì previste sul rapporto tra Medico di Medicina Generale e Asl, fu nel 2000 un medico di Bergamo, che con un’azione legale ha trascinato l’Asl in tribunale, accusandola di violare i principi base di libertà e indipendenza dell’esercizio medico stabiliti sia dalla Costituzione che dal Codice Deontologico.

Con questa sentenza, sia il medico in questione, che l’intera categoria, deve prendere atto che è solo l’Azienda Sanitaria Locale e “non il medico a decidere se e quando provvedere a determinare la categoria dei soggetti a rischio ed è parimenti l’Azienda a determinare cioè a imporre il tipo di vaccino, tra i molteplici esistenti, che il medico deve utilizzare”. Con questa contestazione il medico aveva avviato la procedura legale, ma il Tar ha respinto le accuse rivolte all’Asl da parte del medico, confermando che l’Azienda può avvalersi dei medici di base per la somministrazione dei vaccini antinfluenzali.

Lascia un commento

quattro × 4 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.