Manichini raffigurano i malati di tumore di Terra dei Fuochi

manichini-tumoreNapoli, 12 ottobre – Manichini ammalati di tumore nelle piazze del casertano per risvegliare le coscienze. È questa l’ultima idea messa in atto per dire basta ai morti per tumore a causa del degrado e dell’inquinamento ambientale che sta uccidendo un intero popolo.

I manichini, composti da bottiglie di plastica con parti annerite nella zona del seno, stomaco e polmone, sono stati realizzati con 5 mila bottiglie, recuperate tra i locali pubblici da Giovanni Pirozzi e rappresentano le persone ammalate di tumore nella Terra dei fuochi. L’iniziativa è nata dalle associazioni “Work in progress” ed “Abc”. Le opere sono state posizionate in alcune piazze di San Cipriano d’Aversa, Casal di Principe e Casapesenna e saranno esposte per tutto il weekend. Tra i manichini rappresentanti adulti ammalati di tumore, sono presenti anche tre raffiguranti i neonati colpiti da neoplasie.

Continua la scia di protesta innescata con la Marcia per la vita da don Maurizio Patriciello a sostegno degli abitanti di Terra dei fuochi. Sono molte le manifestazioni in programma per i prossimi giorni che seguiranno l’esempio di don Maurizio. Il prossimo appuntamento importante è per il 16 novembre con una manifestazione che si svolgerà tra le vie di Napoli centro, “#Fiumeinpiena Stop al Biocidio!”

Questo è l’appello degli organizzatori: “In continuità con le manifestazioni della provincia, è giunto il momento che il capoluogo campano ospiti una grande manifestazione pubblica per gridare un deciso STOP al BIOCIDIO della nostra terra, per passare in maniera decisa da vittime a protagonisti di un percorso che rivoluzioni l’attuale modello di sviluppo. […]Tutti uniti per essere più forti, per non far spegnere i riflettori su questa drammatica questione e pretendere giustizia. Ci rivolgiamo ai semplici cittadini che hanno a cuore le sorti di questa terra e dei suoi abitanti, ai comitati che da anni lottano per diffondere consapevolezza e tutelare il territorio, alle associazioni e ai singoli che combattono dal basso, alle comunità religiose sostenute dalla speranza della fede e a tutti coloro che anche da lontano hanno appreso solo di recente lo scempio perpetrato in questi luoghi”.

Qualcosa sta cambiando in Terra dei fuochi, la risoluzione del problema forse è ancora lontano, ma di certo è cambiato l’atteggiamento delle persone. È un popolo che si risveglia e che vuole riappropriarsi della propria terra ormai devastata, che vuole riscattarsi e ricominciare a sperare e chiede giustizia. In realtà sono anni che si chiede giustizia. Il popolo con le associazioni presenti sul territorio, testimoni degli scempi ambientali come i roghi di Terra dei fuochi, i medici portavoce della constatazione dell’aumento esponenziale delle patologie tumorali tra gli abitanti delle zone in cui si è inquinato con ogni tipo di rifiuto, scarto industriale e agenti chimici, non hanno mai smesso di denunciare quello che ogni giorno da venti anni sono costretti a subire le persone che abitano in quella zona tristemente conosciuta come “il triangolo della morte” quell’area compresa tra i comuni di Acerra, Nola e Marigliano, che un tempo era conosciuta per avere la terra più fertile della Campania. Oggi si percepisce la forza di tutto il popolo, si sente il grido di protesta della collettività, le singole voci hanno dato vita ad un unico coro coeso di indignazione. “Vogliamo vivere”, è la loro richiesta.

FOTO: tratta da Il Mattino

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