Gli studenti invadono Napoli, manifestano per il diritto allo studio

studenti napoliNapoli, 13 ottobre – Lo scorso venerdì 11, il capoluogo partenopeo è stato invaso dagli studenti che sono scesi in piazza a protestare per il diritto allo studio e per sollecitare il governo ad investire sull’istruzione. Migliaia di ragazzi si sono ritrovati intorno alle ore 9,00 a piazza Garibaldi e, raggruppati sotto la statua dell’eroe dei due mondi, hanno preparato gli striscioni per il corteo e ballato a ritmo della musica che usciva dal camioncino della Fiom.

Il corteo, partito alle 11,00, si è diretto verso corso Garibaldi e concluso a Piazza Carlo III. Palazzo Fuga è stato il luogo simbolo della manifestazione individuato dagli studenti, come posto adatto agli alloggi universitari, che da qui hanno urlato a gran voce di volere più residenze e più servizi, visto che la tassa regionale al diritto allo studio è aumentata del 120%.

Toccanti gli striscioni con scritto “Stop biocidio” e “No all’inceneritore”. Infatti, alla manifestazione, erano presenti anche molti studenti provenienti dai comuni della terra dei fuochi che hanno tentato di attrarre l’attenzione dei media presenti per sensibilizzare tutta la città su quello che stanno subendo a casa loro, nel loro territorio. Abbiamo fatto qualche domanda a Francesco Esposito, uno studente del liceo Alfonso Maria de Liguori di Acerra, comune noto anche per il disastro ambientale.

Francesco perché siete scesi in piazza?

“Perché è davvero assurdo che nel 2013 si preferisca investire su aerei da guerra che sui giovani, sulla loro istruzione e sul futuro. Siamo completamente abbandonati. In più eravamo particolarmente interessati anche a protestare su un altro dei punti cardine della manifestazione, la questione della terra dei fuochi. La gente di ogni età continua a morire e invece delle bonifiche si punta sugli inceneritori”.

Come vorresti che cambiasse la scuola italiana?

“Innanzitutto bisogna investire sulla scuola pubblica. Finanziare la legge sul diritto allo studio”.

Dove ti vedi fra dieci anni?

“Non ho nessuna certezza sul mio futuro e la precarietà che c’è nel lavoro mi obbliga a vivere alla giornata. Quello che è certo è che se siamo scesi in piazza è perché un futuro lo vogliamo!”.

Il corteo è terminato davanti al palazzo del consiglio regionale al centro direzionale, dove i ragazzi hanno protestato contro il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro e la sua giunta.

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