Alice Munro, vincitrice del Nobel alla letteratura 2013, occhi puntati sul Canada

alice-munro-nobel82 anni, nata a Wingham, Ontario, un bel viso sfilato e occhi chiari attenti. È così che Alice Munro, la “maestra del racconto breve contemporaneo”, com’è stata definita dall’Accademia Reale Svedese, si presenta al mondo, felice che con questo premio illustre quanto inaspettato si sia spostata l’attenzione anche sulla letteratura canadese fino ad ora ignorata.

Non sono valsi i favori per il giapponese Haruki Murakami, o le voci circolanti in Italia sul nome di Roberto Vecchioni, ovviamente mai smentite per questioni di segretezza. Così la lista dei Nobel si arrichisce di un altro nome femminile, il tredicesimo su centodieci, l’ultimo era stato quello di Herta Muller nel 2009.

Alice Munro aveva detto di voler smettere di scrivere, ma forse questo premio potrà darle la spinta necessaria per continuare la sua produzione inesauribile di storie, che scrive da quando aveva sette anni. Con il primo marito aveva iniziato una carriera da libraia in una cittadina dell’Ontario, ma poi aveva lasciato per potersi dedicare solo alla sua passione e alle figlie.

Ad oggi ha scritto 14 raccolte di racconti con uno stile semplice e tagliente, che li rende tutt’altro che semplici da tradurre (la traduttrice italiana è Susanna Basso), tra cui “Chi ti credi di essere?”, “Segreti svelati”, “In fuga”. Il suo primo racconto, “The dimensions of a shadow” venne pubblicato nel 1950, mentre nel 1968 ricevette l’importante premio Governor’s General Literary Award per “La danza di ombre felici”, raccolta per cui ha vinto il Nobel.

Sono storie immerse nella normalità del quotidiano, ambientate tutte nell’Ontario e con protagoniste femminili, ma riescono a ritrarre gli aspetti più complessi dei rapporti interpersonali con una semplicità disarmante. La sua ultima raccolta “Dear Life” del 2012, verrà pubblicata in Italia nel 2014 da Einaudi con il titolo “Uscirne vivi”.

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