Rapporto Svimez 2013 fotografa la fuga di cervelli dal Sud. Napolitano: “gravi situazioni di disagio”

giorgio napolitanoL’esodo dei laureati da Sud a Nord, ma anche dall’Italia all’estero, è un dato in costante aumento. Il rapporto Svimez sull’economia nel meridione rileva che il 64% delle persone (circa 114 mila abitanti, in primis della Campania) che hanno lasciato il Sud Italia per migrare altrove, sono in possesso di un alto titolo di studio.

“Emerge con chiarezza come le conseguenze negative della crisi economica in atto si ritrovino amplificate nel contesto delle regioni meridionali, con il diffondersi di gravi situazioni di disagio”, commenta il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ovviamente l’altissimo livello di disoccupazione (quello reale nel Mezzogiorno supera il 28%), gli stipendi bassi, per non parlare dell’onnipresente lavoro nero, nonché l’aumento considerevole della pressione fiscale negli ultimi anni (dal 3,9% del 2011 al 4,6% del 2012 per le imposte regionali) soprattutto ad opera di Irap e Irpef, sono i drammatici fattori che spingono all’allontanamento dai luoghi di origine.

Continua Napolitano: “Preoccupazione crescente più di ogni altro dato suscita l’opprimente carenza di opportunità di lavoro e di prospettive per il futuro che suscita in molti giovani sfiducia se non rinuncia o li spinge a cercare faticosamente fuori del mezzogiorno e dell’Italia occasioni di lavoro in cui investire le loro potenzialità. Tale impoverimento di un essenziale patrimonio di risorse umane non può che risultare foriero di pesanti conseguenze e dunque inaccettabile per le regioni meridionali. La via da perseguire deve perciò essere quella dell’avvio di un nuovo processo di sviluppo nazionale che trovi una solida base nelle grandi energie e capacità umane presenti nel meridione”.

L’impulso allo sviluppo e alla produttività può essere conferito solo con un giusto indirizzamento delle risorse e con un progressivo alleggerimento della morsa fiscale, capace di far ripartire l’economia e con essa le opportunità di lavoro. Come anche il Presidente della Repubblica conclude, “è necessaria una riqualificazione delle istituzioni”, il recupero dell’integrità, della rettitudine e dell’efficienza, proprio perché l’economia di un Paese è il risultato diretto della sua politica e non ci può essere sviluppo senza un progetto comune di ridefinizione degli obiettivi, che solo la politica può dare.

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