Legge di Stabilità, critiche dal mondo politico e sindacale. Monti si dimette da SC

letta-saccomanniRoma, 17 ottobre – Approvata dal governo Letta la nuova legge di stabilità, l’ entusiasmo che è stato mostrato da premier e vicepremier nell’ annunciare la manovra, non è però stato condiviso da tutta la maggioranza di Governo, e per nulla dalle parti sociali.

Per quanto riguarda il Pd, il segretario Epifani afferma la sua sostanziale approvazione nei confronti della manovra, anche se crede si possa migliorare durante l’iter di approvazione da parte delle Camere e riconosce che alcune delle promesse non sono state mantenute. Dello stesso avviso sono anche Fassino e Cuperlo. Sembrano invece essere più scettici i “renziani”. Luca Lotti, uno dei fedelissimi del sindaco di Firenze, ha infatti espresso preoccupazioni riguardo al fatto che la nuova legge di stabilità: “scarichi su sindaci e Comuni la reintroduzione sotto altre spoglie dell’ Imu”.

Nel Pdl sono i falchi ad essere più critici nei confronti della manovra. Affermano infatti Fitto e Bondi, che attraverso questo nuovo provvedimento non si garantirà né la stabilità economica, né tanto meno una prospettiva di crescita per il nostro Paese. Dichiarazioni che stridono con quella del vicepremier Alfano: “Per la prima volta dopo molti anni non sono state messe le mani nelle tasche degli italiani. Anzi, la pressione fiscale diminuirà di un punto in due anni. La Service tax peserà meno dell’ Imu con il Pdl che si conferma  sentinella antitasse”.

Sul fronte centrista la sferzata principale arriva dall’ ex premier Mario Monti, che afferma: “se ci sono davvero nel governo delle sentinelle antitasse, hanno operato poco e male”. Il segretario dell’ Udc Cesa è invece di diverso avviso, dichiarando: ” Il governo, con le scarsissime risorse disponibili non poteva fare di più. La legge di stabilità, comunque, rappresenta un’importante sterzata rispetto alle politiche di solo rigore e tasse del passato”, lanciando indirettamente una risposta a Monti.

Per quanto riguarda la reazione delle parti sociali, appare unanime la critica mossa dalle principali sigle sindacali. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha dichiarato che la nuova legge:  “smentisce le infinite promesse del governo, va cambiata”. Il portavoce della Cisl Bonanni, afferma: “ha vinto il partito della spesa pubblica improduttiva e intoccabile”, mentre Angeletti, leader della Uil bolla la manovra come una “finzione”, di cui l’unica cosa reale sarà il permanere della disoccupazione. La Camusso, annuncia poi la possibilità di ricorrere ad uno sciopero generale, affermando: “con la Cisl e la Uil abbiamo una piattaforma unitaria, nelle prossime ore vedremo come trasformare una mobilitazione in tutte le forme utili a sostenere la nostra piattaforma”.

Critica nei confronti della legge è anche Confindustria, il cui presidente Giorgio Squinzi, ha dichiarato: “i passi sarebbero nella direzione giusta, ma ancora una volta non sono sufficienti per farci ritrovare la crescita. Ci voleva più coraggio”. L’ associazione degli industriali, non è però d’ accordo con i sindacati sugli scioperi, che, afferma sempre Squinzi: “non risolvono i problemi”.

Anche Confcommercio, attraverso il suo presidente Carlo Sangalli, esprime una profonda delusione nei confronti della manovra, mentre il suo centro studi mette in luce la possibilità per gli italiani di pagare circa 6 miliardi di tasse in più come conseguenza di questa nuova legge.

L’ ex premier Mario Monti ha ieri sera rassegnato le dimissioni da presidente di Scelta Civica, partito fondato da lui stesso. La motivazione è la sfiducia di 11 senatori Sc che si sono espressi a favore del provvedimento del governo, quando la linea concordata del partito era contraria, come appunto traspare dalle dichiarazioni dello stesso Monti. La presidenza del partito verrà ora assunta da Albero Bombassei, fino alla nomina del nuovo presidente. Monti ha annunciato che oggi lascerà il gruppo Sc al Senato, e si iscriverà al gruppo misto.

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