Inchiesta vaccini. Incentivi economici ai medici che effettuano le vaccinazioni

influenza vacciniVictoria è il nome del virus dell’influenza che sta per giungere anche nel nostro paese e che arriverà dall’Australia. Per far fronte a Victoria è iniziata la campagna vaccinale antinfluenzale, puntuale come ogni anno, ma quello che non tutti sanno è che vengono dati premi in denaro ai medici di famiglia che convincono i loro assistiti a farsi iniettare il vaccino antinfluenzale.

La Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale, questi medici li chiama “recordman”, perché sono preposti a superare una certa soglia di percentuale dei pazienti da loro assistiti con la somministrazione del vaccino antinfluenzale, incentivati da un rendiconto economico.

Sono le singole Regioni o le Asl, autonomamente, a decidere l’importo da concedere come incentivo ai medici in base alle direttive del Servizio Sanitario Nazionale per la prevenzione antinfluenzale. In questi giorni ha fatto scalpore la decisione della Asl di Melegnano, in provincia di Milano, che ha sottoscritto un’accordo per incentivare in modo più significativo i medici, con 8 euro a vaccinazione, per chi raggiunge la soglia del 65% dei vaccinati e ben 10 euro a chi convince il 75% dei soggetti per cui è consigliato il vaccino, nonostante la direttiva della Regione Lombardia prevedesse la somma di 6 euro a vaccinazione.

La campagna antinfluenzale è iniziata ufficialmente in tutta Italia, ma sarà gestita in maniera differente da regione a regione. Annarosa Racca, presidente di Federfarma ha garantito la presenza dei vaccini nelle farmacie, vendibili salvo presentazione della prescrizione medica. Racca ha assicurato che il vaccino ”è una buona protezione, soprattutto per gli anziani. Difatti, l’anno scorso che ci si è vaccinati meno, anche per via dei ritiri dal mercato di alcuni lotti, ci sono stati più casi di influenza”.

Il protocollo Influnet, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute, stabilisce sia il tipo di vaccino che i medici dovranno somministrare, sia i tempi in cui sarà possibile farlo, inoltre sono stati individuati i così detti medici sentinella, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta sparsi su tutto il territorio nazionale che forniranno i dati sull’influenza per ben sei mesi a partire da lunedì 14 ottobre.

Nonostante le raccomandazioni di effettuare il vaccino ai soggetti a rischio, tra cui le persone che abbiano superato i 65 anni di età e le rassicurazioni sull’efficacia dei vaccini a fronte dei possibili danni, c’è chi si pone interrogativi sulla reale efficacia di questi preparati da iniettare e che sono di anno in anno modificati in base al virus che secondo le previsioni colpirà il nostro paese.

Se è pur vero che la campagna vaccinale proposta dal Ministero alla Salute ha lo scopo di salvaguardare la salute pubblica e limitare al minimo gli effetti avversi di una pandemia e allo stesso tempo contenere i costi per la salute derivante dall’ospedalizzazione dei soggetti colpiti in modo acuto dal virus dell’influenza, è altrettanto vero che è gli incentivi economici ai medici di base, concordati con le Regioni e le Asl, rappresentano un costo. Ci si chiede, ma a chi conviene veramente la campagna antinfluenzale?

Fa riflettere come anche in America siano presi di mira gli over 65, ai quali viene proposto il vaccino antinfluenzale con promozioni e sconti attraverso spot pubblicitari. Quel che non si dice è che nel foglio illustrativo di questo vaccino, il Fluzone, viene ammesso che durante la sperimentazione si sono verificati 23 decessi. Nonostante tutto si attribuisce la morte di questi 23 pazienti a cause differenti e non alla somministrazione del vaccino. “Un totale di 23 decessi sono stati segnalati dopo 29-180 giorni successivi la vaccinazione: (0,6%)” Il vaccino, visto da quest’ottica, appare sempre più un business che schiaccia dall’alto chi si rifiuta di sottostare alle sue regole, tanto che negli Stati Uniti, la patria simbolo della democrazia, i vaccini godono della completa immunità da azioni legali, che significa che anche se fosse riconosciuto un danno da vaccino, il produttore del vaccino non può essere citato in giudizio per il risarcimento dei danni. Questa legge emanata dal Congresso, è stata confermata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti nel 2011.

Nel Documento conclusivo approvato dalla Commissione parlamentare per l’infanzia avente come oggetto “L’indagine conoscitiva sulla copertura vaccinale in età pediatrica e sull’ospedalizzazione dei bambini affetti da malattie infettive”, deliberata dalla Commissione parlamentare nel lontano 16 settembre 2003, era già esplicato come fosse prassi comune incentivare i medici di base in maniera economica al fine di incrementare la copertura vaccinale anche a livello pediatrico.

Dal documento si legge: “Per favorire la diffusione della conoscenza sui vantaggi per la salute dei bambini offerti dalle vaccinazioni raccomandate, alcune regioni hanno coinvolto i pediatri di famiglia, offrendo loro degli incentivi economici commisurati al raggiungimento di determinati obiettivi di copertura vaccinale. Questa scelta si è dimostrata efficace alla luce del rapido aumento delle proporzioni di nuovi nati che hanno ottenuto l’immunizzazione. Inoltre, per evitare che le classi di bambini non vaccinati in precedenza contraggano l’infezione in età successive, quando il decorso clinico della malattia è più grave, sono stati varati programmi di recupero dei non vaccinati, ad esempio con l’offerta del vaccino ai fratelli maggiori dei vaccinati.

[…] L’esperienza maturata in alcuni paesi stranieri (ad esempio, il Regno Unito) ed in alcune regioni del nostro paese (ad esempio, la Sicilia) ha mostrato che si possono raggiungere elevate proporzioni di bambini vaccinati anche per i vaccini non obbligatori incentivando opportunamente il personale addetto alle vaccinazioni ed i pediatri di famiglia. Gli incentivi possono essere d’ordine puramente morale ma quelli che più rapidamente e più generalmente raggiungono lo scopo sono gli incentivi economici. […] Gli incentivi economici possono essere erogati secondo due modalità: secondo il modello inglese, ai medici del servizio sanitario che accettano di vaccinare i propri assistiti si riconosce un compenso in denaro per ogni vaccinazione effettuata a titolo di remunerazione per il servizio reso in più rispetto alle prestazioni di diagnosi e cura loro spettanti per contratto”.

FOTO: tratta da salute24.ilsole24ore.com

2 thoughts on “Inchiesta vaccini. Incentivi economici ai medici che effettuano le vaccinazioni

  1. Sarebbe opportuno chiarire che ai medici non viene dato alcun incentivo economico perché convincano la gente a vaccinarsi. Il giornalista che scrive questo o è in malafede o non capisce quello che legge. I medici ricevono un compenso per una prestazione professionale (inoculazione del vaccino) o presso il proprio studio professionale o recandosi al domicilio di anziani o persone non deambulanti. Ricordo che la vaccinazione non e’ una pratica banale , niente in medina è banale Tutti gli atti medici comportano dei rischi ( di natura legale per chi li compie e coinvolgenti l’integrità fisica per chi li subisce). Ancora , smettiamola di parlare male , una volta per tutte, delle vaccinazioni , soprattutto se non se ne ha la competenza.

    1. Grazie per aver espresso la sua visione sulla questione vaccinazione. Non può però insegnare nulla a nessuno. Si riguardi la nostra inchiesta vaccini e capirà come la sua resta una personale opinione. E nonostante sia la sua visione, noi non diremo mai di smettere di propagandarla. Noi, a differenza sua, registriamo fatti non li commentiamo!

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