Pane cotto in forni illegali e stipato in ambienti non a norma, 50 denunce

OLYMPUS DIGITAL CAMERANapoli – Il blitz dei Carabinieri del 20 ottobre ha fermato l’attività illegale di vendita del pane senza le opportune misure igienico sanitarie sequestrando 3200 chili di pane e apponendo i sigilli a 17 forni tra Napoli a provincia. I forni coinvolti nell’operazione e sequestrati sono collocati a Frattamaggiore, Arzano, Pomigliano d’Arco, Sant’Anastasia, Acerra, Brusciano, Castello di Cisterna, Giugliano in Campania, Villaricca, Sant’Antimo, Somma Vesuviana e Torre Annunziata.

Nel blitz è emerso che nei forni illegali per cuocere il pane veniva adoperato legno di risulta pertanto non adatto per la presenza di chiodi e vernici tossiche. Al rione Sanità è stato scoperto un deposito non a norma sotto il profilo igienico-sanitario, con il pane già pronto per essere venduto a clienti e ristoranti della zona.

Circa cinquanta sono le persone cui le forze dell’ordine hanno sporto denuncia per l’inosservanza delle normative previste per la produzione e commercializzazione del pane, con sanzioni amministrative di circa 40 mila euro.

Quello del pane venduto per strada è una tradizione tutta campana, dove la domenica su automobili o alcune salumerie si può acquistare il “pane cafone” che però è privo della sicurezza necessaria per la sua lavorazione. La normativa regionale prevede l’obbligo dell’imbustamento del pane per la vendita ma il tentativo di debellare il fenomeno incontra mille difficoltà per evidenti interessi economici intorno ai forni illegali.

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