La raccolta differenziata a Napoli, tutti i numeri di un servizio fallimentare

differenziataQuando nel 2008 iniziò la raccolta differenziata porta a porta i numeri furono subito di buon auspicio. Il documento consegnato alle famiglie indicava in 90% la percentuale di raccolta differenziata da gennaio a giugno di quell’anno. Ma facciamo un piccolo resoconto statistico.

Nel 2007 con amministrazione del sindaco Rosa Russo Jervolino (in carica fino al 2011) la percentuale a fine anno riportava l’11 %.

Il 2008 vedeva l’indice attestarsi al 10,2%. E nello stesso anno iniziava il programma della raccolta differenziata porta a porta in alcuni quartieri tra i quali Bagnoli.

Nel 2009 il dato era del 19% e la mancanza di impianti di compostaggio costringeva a portare l’umido fuori città spendendo quasi 200 euro a tonnellata. Il primo marzo si inaugurava il l’inceneritore di Acerra non funzionante fino al 2011.

Nel 2010 la percentuale di fine anno si fermava al 20,07 %, con i rifiuti che si accumulavano per le strade di Napoli per quasi un anno, fotografando il degrado della città e diffondendo una pessima immagine di questa, in tutto il mondo.

Nonostante l’insediamento del nuovo sindaco De Magistris l’indicatore del 2011 si attesta solo al 18%. Doveva esserci la svolta decisiva al problema dei rifiuti. A luglio la raccolta raggiungeva il 17% mentre, lo ricordiamo, le promesse elettorali parlavano di una differenziata che avrebbe dovuto raggiungere quota 70% in tutta la città, ma i dati definitivi, raccolti e diffusi sul Bollettino Ufficiale dall’Osservatorio Regionale Rifiuti, a fine 2011, si fermano come dicevamo, al 18%.

In quest’anno l’inceneritore di Acerra era finalmente attivo, dopo due anni di intoppi burocratici e tecnici. La A2A, azienda bresciana che gestisce l’impianto, indicava in 440mila tonnellate i rifiuti bruciati nei primi 9 mesi dell’anno.

Nel 2012 la percentuale è stata del 20,40%. L’Osservatorio Rifiuti Regione Campania ha pubblicato la percentuale sulla raccolta differenziata dei comuni campani relativamente all’anno 2012 che per la città di Napoli è stata del 20,40%. (vedi sito).

Il 10 ottobre 2012 il vicesindaco Sodano dichiarava: “Quando ci siamo insediati la differenziata a Napoli era ferma al 14%. A dicembre eravamo già al 25%. Entro la fine di quest’anno supereremo il 30%”. Il sindaco nella trasmissione “Un giorno da pecora” di Radio 2, in onda il 5 novembre 2012, indica altri dati in merito alla differenziata: “Nella raccolta differenziata non siamo al 18%, ma siamo quasi al 30%[…]. Stiamo facendo un miracolo laico”.

La smentita arriva tramite l’europarlamentare Enzo Rivellini (Ppe/Mezzogiorno di Fuoco) che il 5 dicembre dichiarava: “Ho ricevuto dal dottor Codescu, capo Unità Env A.1., responsabile esecuzione e infrazioni della Commissione europea, nuove informazioni sui rifiuti. Nella nota, il funzionario mi spiega che i dati della raccolta differenziata a Napoli sono praticamente fermi al palo: una media del 18% circa in città”.

Nell’agosto 2013, la percentuale dichiarata è stata del 26,5% per raggiungere il 35% entro il mese di dicembre, ma le cifre indicano che a Napoli, si è raggiunto meno del 20%.

All’inizio del 2013, il 3 gennaio, il presidente dell’Asia Napoli, Raffaele Del Giudice, sosteneva in un’intervista che la raccolta a dicembre 2012 era arrivata al 27%. I dati sono stati poi smentiti dall’Osservatorio Rifiuti Regione Campania che ha rilevato un 20,40%. Ancora una volta i dati ufficiali smentiscono ciò che viene comunicato dai diretti interessati ovvero dal sindaco, vicesindaco e presidente ASIA, mettendo una seria ipoteca sull’affidabilità di quanto viene comunicato ai cittadini.

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