Grafico della settimana: lo spettro del rischio Portogallo sull’Europa.

La manovra della BCE (LTRO a 3 anni di cui abbiamo parlato qui e anche qui) sembra aver ridato fiducia agli investitori circa gli acquisti dei bond dei paesi periferici. Per tutti, tranne che per il Portogallo.

Il principale motivo che rende il Paese lusitano così poco “appetibile” è legato alle aspettative di una forte recessione nell’anno corrente per l’economia, con le connesse difficoltà per il governo di non riuscire ad ottenere finanziamenti sui mercati il prossimo anno.
Il mercato sembra fiducioso circa una partecipazione privata al debito portoghese (“Private Sector Involvment”), la crescita dei tassi sui titoli di Stato portoghesi a 10 anni non sembra arrestarsi (il debito portoghese sembra essere negoziato allo stesso modo di quello greco) almeno fin quando il “caso Grecia” non verrà risolto e non si farà chiarezza su come trattare il “gap” finanziario che incombe sulle finanze del Portogallo.

Il grafico confrontai tassi di rendimenti dei titoli di Stato decennali portoghesi e gli omologhi greci con un divario temporale di 9 mesi.

In collaborazione con adviseonly.com

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