Rinviati a giudizio Berlusconi e Lavitola per l’accusa di corruzione dell’ex senatore De Gregorio

berlusconi-de-gregorio (1)Roma, 24 ottobre – Nella giornata di ieri, il Tribunale di Napoli ha rinviato a giudizio Berlusconi e Lavitola sul processo che li vede coinvolti nella corruzione dell’ex senatore De Gregorio. Il Cavaliere e l’ex direttore del “L’Avanti”, avrebbero infatti versato la somma di 3 milioni di euro a De Gregorio, per farlo passare dall’Idv al centrodestra, causando così la crisi del secondo governo Prodi, crisi che poi ne decretò la caduta.

Per quanto riguarda l’altra parte in questione, cioè l’ex senatore De Gregorio, gli è stato concesso dal gup il patteggiamento a 1 anno ed otto mesi, come avevano richiesto i suoi legali.

Dichiara De Gregorio: “Ho avuto un comportamento che oggi ritengo assolutamente disdicevole, finalizzato a ribaltare il governo Prodi in una sorta di guerra santa denominata dallo stesso Berlusconi “operazione libertà”, aggiungendo: “Mi sento sollevato da un peso, ho detto la verità. Oggi non rimetterei la mia intelligenza, la mia capacità operativa, le mie conoscenze internazionali al servizio di Berlusconi: quell’uomo non meritava il mio aiuto”.

I legali di Berlusconi invece, contestano l’inconsistenza dei fatti contestati: “Solo pochi mesi or sono lo stesso Ufficio Gip, con diverso Giudice, aveva stabilito la improcedibilità del richiesto giudizio immediato rilevando insussistente l’ipotesi corruttiva. Oggi sugli stessi elementi viene fissato il giudizio”.

Per quanto riguarda Lavitola, nella giornata di ieri ha rilasciato molte dichiarazioni spontanee davanti al giudice, nelle quali afferma la sua parziale estraneità ai fatti accaduti: “Se avessi davvero portato soldi sarei solo un vettore. Io portai soldi a De Gregorio, ma era una partita di giro per l’Avanti”. Le sue dichiarazioni sono però risultate velate da una patina di ambiguità.

Il giorno 11 febbraio 2014, sarà il primo appuntamento di questa delicata vicenda giudiziaria, che vede ancora una volta coinvolto dalla parte dei sospettati l’ex premier Silvio Berlusconi.

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