Joele era un italiano a Londra

dani e salJoele Leotta era uno dei 209.000 italiani che vivono attualmente nel Regno Unito. Era un ragazzo, come tanti, che aveva deciso di lasciare la provincia di Lecco per trovare fortuna in Inghilterra, nella contea di Kent, a Medistone precisamente. Lì aveva trovato lavoro come cameriere nella pizzeria Vesuvius, gestita da una napoletana, ed era stato accolto con tanto entusiasmo e lì aveva scoperto una nuova casa. Ma dopo solo sette giorni dal suo arrivo ha trovato tutt’altro. Ha trovato la morte.

Domenica sera verso le 11 un gruppo di balordi ha fatto irruzione in casa sua uccidendolo. I motivi non sono ancora chiari, probabilmente è stato fatto fuori a calci e pugni solo perché era italiano. La notizia ha stupito e rabbrividito gli animi di molti ragazzi, che come lui, oggi vivono e lavorano a Londra e dintorni. Abbiamo fatto qualche domanda a Daniele e Salvatore, due giovani acerrani che hanno lasciato tutto e tutti e sono partiti per Londra con un biglietto di sola andata. Anche loro lavorano in un ristorante italiano, e per ora, progettano di non tornare più indietro, nonostante la nostalgia di casa e del nostro sole.

Da quanto tempo state a Londra e come procedono le cose?

D. “Sono arrivato nove mesi fa, da solo, lavoro in un ristorante italiano e devo dire che le cose stanno andando molto bene ”.

S. “Io ho raggiunto Daniele a Londra qualche mese fa e mi trovo bene, è un paese multietnico e molto tollerante, infatti penso che quello di Joele sia un caso isolato.

Avete mai visto o subito qualche discriminazione perchè siete italiani?

D. “Qui più che razzisti sono a volte offensivi con gli italiani a causa della politica, infatti spesso dicono italiani bunga bunga oppure fanno qualche allusione alla mafia, ma niente di più”.

S. “Molto spesso ci insultano a causa della politica, ma devo ammettere una cosa, se molto spesso hanno una brutta considerazione degli italiani c’è un motivo. Infatti molti ragazzi arrivano qui, non lavorano e spesso si ritrovano anche a vendere droga e quindi giustamente gli inglesi hanno una cattiva opinione sul nostro popolo”.

Salvatore e Daniele come tanti ragazzi sono rimasti sconvolti per la morte di Joele ma sanno che è un episodio isolato e che il Regno Unito non è un paese in cui si deve avere paura d essere italiani.

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