Raffaele Pennacchio malato di Sla è morto per lo stress del sit-in contro il Governo. È l’accusa della moglie

Raffaele Pennacchio, 55 anni, del direttivo del Comitato 16 novembre onlus, protesta davanti al ministero delle Finanze  per chiedere condizioni migliori riguardo l'assistenza familiare a domicilio e un incontro con il ministro, Roma, 22 ottobre 2013. Sul cartello: 'Non vogliamo le Coop. Gli assistenti li scegliamo noi'. ANSA/ GUIDO MONTANIRoma, 25 ottobre – “Raffaele non si è risparmiato un attimo, era stanco e provato, è vergognoso che un disabile abbia dovuto fare nove presidi in un anno e mezzo per avere l’attenzione del governo. E’ un morto che dovranno portarsi sulle coscienze”. Lo ha detto Mariangela Lamanna vicepresidente dell’Associazione “16 novembre onlus”, tra la commozione ricordando Raffaele Pennacchio, medico del direttivo del comitato, morto la sera di mercoledì 23 ottobre al rientro in albergo a Roma, dopo un estenuante presidio sotto il ministero dell’economia per il diritto all’assistenza domiciliare ai disabili gravi e l’incontro con il Governo. Lamanna ha aggiunto che Raffaele “era provato, ma contento, perché siamo riusciti a strappare all’esecutivo l’impegno per l’aumento del fondo per la no autosufficienza e assistenza”.

Raffaele Pennacchio, era un medico di 55 anni di Macerata Campania in provincia di Caserta, malato di Sla ma con una enorme forza d’animo e determinazione che lo hanno spinto a non fermarsi e a continuare il presidio anche durante la notte tra il 22 e il 23 per smuovere il Governo e spingerlo a far riconoscere il diritto dei disabili gravi ad essere assistiti nel calore della propria casa. I funerali si terranno oggi pomeriggio alle 16.30 nella Chiesa di Macerata Campania, il feretro partirà dall’ospedale Sant’Eugenio di Roma dove è stata allestita la camera ardente. “Mio marito è morto per un problema cardiaco presumibilmente legato allo stress del sit-in, che aveva anche richiesto tanta preparazione. Non era il primo presidio a cui partecipava, ce n’erano stati diversi in precedenza. Si impegnava molto”. Sono le parole cariche di commozione della moglie del medico morto.

Lamanna ha continuato raccontando che ”Raffaele si è battuto per accendere i riflettori sull’assistenza domiciliare ai disabili gravi e gravissimi che hanno diritto a restare a casa con dignità e a cure amorevoli. Chi meglio di un familiare può assistere un congiunto malato grave? Ieri, nonostante la stanchezza, al tavolo con il governo rappresentato dal viceministro del Lavoro e delle politiche sociali Maria Cecilia Guerra, dal sottosegretario all’Economia e alle Finanze Pier Paolo Baretta e dal Sottosegretario alla Salute Paolo Fadda, Raffaele continuava a dire, fate presto, noi non abbiamo più tempo”.

Pennacchio era stato il promotore della prima grande protesta con il presidio dei malati di sclerosi laterale amiotrofica davanti al ministero dell’Economia il 21 novembre 2012, che vide il coinvolgimento di tanti malati che chiedevano di poter essere assistiti nella propria casa per poter garantire anche un sostegno ai propri familiari che si occupano di loro ogni giorno.

Il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra, il sottosegretario all’Economia e Finanze Pier Paolo Baretta e il sottosegretario alla Salute Paolo Fadda, hanno espresso il loro cordoglio per la morte di Pennacchio. In una nota si dicono “molto colpiti e addolorati dalla improvvisa scomparsa del Dotor Raffaele Pennacchio che, proprio nella giornata di ieri, hanno avuto modo di apprezzare per la determinazione e l’impegno a favore dei malati di Sla e di tutti gli altri malati gravi e gravissimi, vogliono esprimere tutta la loro vicinanza alla famiglia ed al Comitato 16 novembre onlus di cui era un attivo componente”.

Cordoglio anche dal presidente della Fish Lazio (federazione italiana per il superamento dell’handicap) Dino Barlaam che ha aggiunto: “Le questioni poste dal Comitato 16 le ho personalmente sostenute nella precedente manifestazione”.

FOTO: tratta da ANSA.it

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