Pillole di calcio. Napoli-Torino: l’analisi tattica

pillole-calcio-napoliIl Napoli batte il Torino per 2 a 0. I gol, entrambi di Higuain, arrivano entrambi dal dischetto e pazienza se di due rigori ce n’era al massimo mezzo. Per una volta l’arbitro sorride agli azzurri e incanala una partita mai in discussione. Il Napoli porta a casa i tre punti con il minimo sforzo, spreca più di un’occasione ma non offre mai agli uomini di Ventura la possibilità di riaprire il match.

FORMAZIONI. Pochi cambi obbligati e qualche scelta di turn over portano in campo Fernandez al centro della difesa insieme allo stacanovista Albiol, Dzemail fa rifiatare Behrami in mediana e Callejon riposa lasciando spazio a Mertens. Ottima la prova del belga ex Psv che conferma lo stesso livello mostrato in Champions a Marsiglia mercoledì scorso.

MERTENS. Nella serata di Champions era stato per molti il migliore in campo pur senza segnare. Ieri il gol l’ha cercato a lungo, con ostinazione e professionalità: non è arrivata la sua prima gioia in maglia azzurra ma il belga ha fornito ancora una volta una prova maiuscola. A destra, a sinistra, qualche volta al centro della trequarti, Mertens mostra di essere un giocatore completo. E’ brevilineo e veloce e sa dribblare in corsa molto bene, ha un buon tiro, ha mandato giù a memoria i movimenti di Benitez e converge al centro che è una bellezza.

MERTENS-2. A nostro avviso il merito più evidente di Mertens è la capacità di muoversi senza palla. Sia a Marsiglia che ieri è riuscito quasi sempre a smarcarsi con buoni risultati offrendo una linea di passaggio pulita ai suoi compagni. Quando la squadra recupera palla, lui è il primo, o comunque uno dei primi, a dettare il passaggio offrendo al portatore di palla, spesso Inler, la possibilità di scaricargli palla. E a volte si allunga chiamando la verticalizzazione, altre si allarga per fare da sponda: insomma, un giocatore che può crescere ancora tanto e che è già maturo adesso.

HAMSIK. Con la massima riconoscenza nei confronti di Marek, dobbiamo riconoscere che lo slovacco è lontano dai suoi momenti migliori. L’impegno, come sempre non manca, ma non riesce a incidere come potrebbe. E come ha fatto nelle prime due giornate di campionato. Che sia un fatto mentale o tattico non si sa, ma a Marek vogliamo di più.

TATTICA. Un’ipotetica ragione del calo di Marek potrebbe essere la coesistenza con Higuain. Nel senso che l’anno scorso un giocatore come Cavani attaccava la profondità continuamente e, con i suoi movimenti, creava spazio a Marek. Oggi Higuain partecipa in modo diverso al gioco della squadra e spesso torna indietro in posizione centrale sottraendo campo proprio ad Hamsik. Che, di fatto, nelle prime due giornate di campionato, ha dato il meglio di sé buttandosi in avanti e sostituendosi, o comunque affiancandosi, alla prima punta.

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