Pillole di calcio. Fiorentina-Napoli: l’analisi tattica

pillole-calcio-napoliIl Napoli espugna il Franchi di Firenze con cinismo da grande squadra e una buona dose di fortuna. I gol tutti nel primo tempo, sono di Callejon, Rossi e Mertens. Tre punti al Napoli in una bella partita tra due ottime squadre.

FORMAZIONI. Benitez lascia in panchina Hamsik e schiera Pandev trequartista centrale, nella sua posizione preferita. Sull’out di sinistra preferisce Mesto ad Armero per la sua propensione più difensivista più adatta a frenare Cuadrado e Mertens al posto di Insigne. Il belga offre un’altra buona prova di enorme sacrificio condita dal primo gol in azzurro, gol decisivo per altro.

FIORENTINA. Montella offre un’ulteriore prova del proprio bagaglio di esperienza, già tanta se pensiamo a quando si è seduto su una panchina di Serie A la prima volta. Sceglie il 4-3-3 e con il 3-5-2 che molti si aspettavano. La sua è una scelta offensiva con due terzini, Roncaglia e Pasqual, sempre molto propositivi.

TATTICA-1. Le fasce. Gli esterni offensivi del Napoli, Mertens e Callejon, sono giocatori molto pericolosi quando ti puntano e, di conseguenza, Montella sceglie di non aspettarli ma di andare a pressarli alti: di qui la scelta della difesa a quattro e di due terzini molto aggressivi.

TATTICA-2. Il centrocampo. I tre interni viola, Aquilani, Pizarro e Borja Valero, sono ottimi palleggiatori ma, in partenza, sono in parità numerica con il Napoli dove spesso Pandev scende più vicino ai due svizzeri proprio per disturbare l’impostazione di Pizzarro. Situazione bloccata, a quanto pare (Pandev su Piazarro e Inler e Behrami in contrapposizione a Borja Valero e Aquilani), di qui la contromossa di Montella che richiama Cuadrado e Joaquin a più ripiegamenti del solito in modo da dare sempre superiorità sulla mediana e un’opportunità di passaggio ai tre interni viola. Il risultato è il controllo della partita da parte dei padroni di casa.

POSSESSO. A fine partita ci sarà il 69% per la Fiorentina e il 31% per il Napoli. E, inoltre, la Fiorentina gioca un baricentro prossimo ai 60 metri mentre il Napoli passa lunghi minuti molto schiacciato davanti alla propria area di rigore.

CONTROPIEDE. Il Napoli è una squadra matura. Sa riconoscere i pregi dell’avversario e i propri demeriti con un’umiltà che solo i grandi allenatori hanno. Quelli come Benitez per intenderci che sono in grado di modificare il loro credo tattico in base agli avversari che affrontano. Ieri Rafa ha capito che le chiavi del gioco non le poteva avere, che il suo amato possesso sarebbe stato una chimera e quindi ha deciso di giocare in contropiede. E la qualità dei singoli in contropiede ha fruttato due gol. Tra l’altro con una percentuale realizzativa mostruosa rispetto ai tiri verso la porta di Neto.

ARBITRO. E’ la seconda giornata consecutiva che al Napoli va tutto bene, anzi benissimo. Se contro il Toro di due rigori ce n’era mezzo, ieri la scarpata di Inler a Cuadrado in area era evidentissima. E Calvarese è anche abbastanza vicino allo svolgersi dell’azione. Le ragioni di questa manna ci appaiono oscure ma fin che dura non ci faremo troppe domande e non ce ne crucceremo.

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