Pillole di calcio: Napoli Catania 2-1 l’analisi tattica

pillole-calcio-napoliIl Napoli batte il Catania per 2 a 1. I gol, tutti nel primo tempo, sono di Callejon, Hamsik e Castro. Il punteggio rimane sempre aperto fino al novantesimo ma il Catania non sembra mai in grado di raggiungere il pareggio.

FORMAZIONE. Benitez cambia una volta ancora. Non i centrali di difesa ma qualcosa a centrocampo: Dzemaili fa riposare Inler, Insigne rileva Mertens sull’out mancino e Hamsik ritrova il posto da titolare al centro della trequarti. Davanti Higuain.

TATTICA. E’ un Napoli sicuro, autoritario e autorevole che si impadronisce della partita e continua la rincorsa alla Roma fenomenale di questo inizio anno. Da sempre Benitez punta sul possesso palla, qualche volta ha cercato le ripartenze di fronte ad avversari che tendono a gestire di più (vedi Arsenal e Fiorentina): ieri c’è stato tutto. Tanto palleggio, improvvise verticalizzazioni, esterni in grado di tagliare al centro che è una bellezza e una buona attenzione difensiva.

SVIZZERI. Behrami ha recuperato palloni in quantità industriale per 90 minuti e gli va perdonato il fallo da rigore su Castro. Dzemaili non ha la lucida regia che nelle ultime settimane sta assicurando Inler anche perché deve preoccuparsi degli inserimenti centrali dei centrocampisti avversari, specie Almiron.

REGIA. Il ruolo del regista nel Napoli è svolto, bene o male, da Inler a centrocampo. Del resto il capitano della nazionale elvetica sembra un giocatore differente da quando in panchina siede Rafa Benitez: messa tra parentesi la deludente (per lui) gestione Mazzarri, ha raggiunto i livelli di Udine, anzi, a nostro avviso, livelli migliori.

REGIA-2. Senza Inler, dunque, il regista vero del Napoli è Albiol: difensore maturo, esperto,  scuola Real e scuola Del Bosque. Insomma un difensore che imposta, lancia, apre e verticalizza con piedi da centrocampista.

HAMSIK. Finalmente Marek torna sui suoi livelli. Quelli che quest’anno aveva mostrato solo contro il Bologna e contro il Chievo. Attenzione, non lo diciamo perché sono partite in cui lo slovacco ha segnato, ma per i suoi movimenti in campo. Perché ieri è tornato a proporsi spesso al fianco di Higuain senza farsi schiacciare dai movimenti a rientrare del Pipita. Perché è rimasto più alto, inserendosi ora a destra ora a sinistra della prima punta e offrendo per questo motivo sempre una doppia linea di passaggio agli svizzeri di centrocampo.

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