Le amicizie del ministro Cancellieri, gli affari di famiglia e il caso Ligresti. Un altro neo del Governo Letta-Alfano

ANNAMARIA CANCELLIERIRoma, 5 novembre – Lo scenario politico degli ultimi giorni è stato in gran parte dominato dal caso Ligresti, che vede come principale protagonista il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. La ministra sarebbe infatti intervenuta, facendo pressioni sul Dap, per favorire la scarcerazione di Giulia Ligresti, condannata per falso in bilancio dopo l’inchiesta Fonsai. La Cancellieri gode di una particolare vicinanza con la famiglia Ligresti, in quanto suo figlio Piergiorgio Peluso, ha ricoperto per diversi anni posizioni di spicco presso la società.

La ministra, che oggi stesso è chiamata a riferire in Parlamento sulla vicenda, si difende così: “Non mi faccio intimidire dal metodo Boffo, se me lo chiedessero lo farei un passo indietro ma dovranno anche spiegare al Paese il perché di ciò. Non consento che si passi sopra il mio onore”, aggiungendo: “Il mio interessamento a una donna anoressica, che rischiava il suicidio non ha di certo inciso sulla decisione della magistratura, come ha spiegato lo stesso procuratore Caselli.”

Il Pdl si schiera compatto a favore della ministra, accostando la vicenda Ligresti al caso Ruby. Dichiara il capogruppo Pdl al Senato, Renato Brunetta: “Cancellieri è vittima di un attacco insopportabile. Non è azzardato, anzi, sarebbe ipocrita non fare un accostamento con la vicenda di Berlusconi, condannato a 7 anni per aver fatto una telefonata. Per non aver commesso nulla”.

Il segretario del Pd Epifani è determinato ad ascoltare la Cancellieri in Parlamento, prima di prendere una posizione definitiva. “Abbiamo assunto una posizione seria, che è quella di attendere i chiarimenti in Parlamento. Ascolteremo e valuteremo. Ciò detto conosciamo la Cancellieri da tanti anni. Ovunque ha lavorato, da prefetto, in funzioni delicate, lo ha sempre fatto con grande serietà e tutti ne hanno sempre parlato bene”, dichiara il segretario. Dello stesso avviso sono anche gli esponenti di Sel.

Una voce fuori dal coro del Pd è quella di Pippo Civati, uno dei candidati alla segreteria del partito. Risponde così alla domanda dei giornalisti di Sky Tg24, quando gli chiedono se la ministra dovrebbe dimettersi: “Secondo me sì, avrebbe dovuto interpretare la vicenda con molta più cautela, non va bene rivendicare con orgoglio una vicenda imbarazzante, a meno che il ministro non intervenga in tutti i casi di segnalazione. Il governo ci chiederà di salvarlo, ma sono molto scettico e critico. Forse se il ministro avesse usato parole diverse avremmo maturato un giudizio differente».

Il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione di sfiducia individuale ai danni della ministra, pubblicando sul blog del loro leader Beppe Grillo il testo integrale del documento.

Piena fiducia viene invece dal partito della Cancellieri, Scelta Civica. Afferma il ministro della Difesa ed esponente di Sc Mario Mauro: “Credo che il Governo non uscirà indebolito bensì più forte dalla vicenda Cancellieri, e credo che sia bene andare a fondo nella sede opportuna, in Parlamento, ma con il conforto di quello che appureranno i giudici che hanno già chiarito l’assoluta trasparenza del ministro Cancellieri. Il sentimento di giustizia ci deve far comprendere che abbiamo il dovere di essere equi e umani nell’amministrare la giustizia”.

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