Bray, sempre più reale il salvataggio della Reggia di Carditello

reggia carditelloSan Tammaro, 7 novembre – “Carditello deve tornare nelle mani del pubblico e il ministro Bray ha manifestato la chiara e inequivocabile volontà di acquisirlo al patrimonio del dicastero”. Con queste parole, Emiddio Cimmino, sindaco di San Tammaro, ha sintetizzato quanto emerso durante l’incontro avvenuto lo scorso 5 novembre (vai all’articolo) presso il Ministero dei Beni culturali, voluto proprio da Massimo Bray, titolare del dicastero.

“Per la prima volta negli ultimi cinque anni – ha affermato il primo cittadino – avverto la concretezza e questo lascia ben sperare in una veloce risoluzione della faccenda”.

Il ministro ed il suo staff, descrive Cimmino, si sono rivelati molto preparati sulla vicenda legata alla Reggia di Carditello, hanno da subito aperto la strada per acquisire il bene tra i patrimoni nazionali, definendo che il sito non sarà ceduto ai privati, ipotesi tra le più accreditate. “Solo così – ha concluso il sindaco – si potrà attingere ai fondi europei per il restauro e la riqualificazione di Carditello”.

L’udienza è terminata alle ore 17,30. Presenti, Emiddio Cimmino, sindaco di San Tammaro, Paolo Romano, presidente del consiglio regionale, Daniela Nugnes, assessore regionale all’agricoltura, Nadia Murolo, dirigente dell’assessorato regionale alla cultura e responsabile dei fondi europei, Gregorio Angelini, responsabile della direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania, Paola Raffaella David, responsabile della Soprintendenza di Palazzo Reale, Raffaele Zito dell’associazione culturale Agenda21 (incaricata di curare le aperture straordinarie della tenuta borbonica di San Tammaro).

Assente, perché impegnato in un altro ministero, Stefano Caldoro, governatore della Regione Campania, non pervenuti, al momento ingiustificati, i rappresentanti della Provincia di Caserta, anche loro tra il gruppo di convocati. Durante il confronto, Daniela Nugnes, ha approfondito l’importanza e la necessità di formare un fondazione partecipata per Carditello, unico mezzo per una cooperazione sinergica, finalizzata alla gestione del bene, tra l’Ente Regione e il Comune di San Tammaro. Oggetto della discussione anche la situazione debitoria del Consorzio, proprietario della fattoria borbonica, stilata dalla Banca d’Italia, ed un possibile passaggio della Reggia da bene privato a pubblico, su cui Massimo Bray si è soffermato a lungo parlando con i delegati della Sga, Società di Gestione Attiva, deputata a risolvere la situazione debitoria dell’attuale proprietà.

Accorato l’intervento del sindaco Cimmino che ha ribadito la necessità di rinascita del territorio “La conclusione della disgraziata storia della piccola reggia vede un principio di riscatto e di affrancamento da un tessuto che non può più rappresentare un freno a qualsiasi iniziativa volta al cambiamento”. Le parti saranno nuovamente convocate per inizio dicembre.

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