Congressi Pd, dopo la battaglia sui numeri si decide per uno stop anticipato al tesseramento

Cuperlo-RenziRoma, 7 novembre – Aspre battaglie nelle fasi congressuali dei democrat. La prima ha visto coinvolti i sostenitori dei due principali avversari, Cuperlo e Renzi, è sull’ interpretazione e divulgazione dei risultati parziali, la seconda riguarda l’opportunità di sospendere i tesseramenti, così da evitare polemiche su numeri gonfiati o tessere fittizie.

Un vivace botta e risposta tra i due candidati ha tenuto banco sulle agenzie di stampa. Sembrerebbe infatti che i risultati sul conteggio delle segreterie provinciali assegnate finora, parlino di una fazione renziana piuttosto indietro rispetto a quella di Cuperlo. I renziani sono partiti all’ attacco quando un sostenitore dell’ area cuperliana, Patrizio Mecacci, ha parlato di una sconfitta per Renzi di 49 a 35. Ribattono i renziani: “Se davvero – incalza il renziano pensa che sia finita 49-35 dica quali sono i 49 e quali sono i 35. Altrimenti taccia perché con questo atteggiamento sta soltanto provando a rovinare il congresso”, e i cuperliani: ““Evidentemente i congressi provinciali hanno valore nazionale quando è utile a Renzi e, viceversa, han valore locale quando dimostrano autonomia. Forse sarebbe utile non lasciarsi prendere la mano e, per rispetto nei confronti dei segretari eletti e degli iscritti che hanno votato, evitare simili strumentalizzazioni”.

Ieri sono arrivati i risultati della regione più rossa d’Italia, l’ Emilia Romagna, che parla di un sostanziale pareggio dei due candidati, con una provincia, Cesena, che rimane imparziale. La partita dell’ Emilia Romagna era giudicata particolarmente difficile da Renzi, dato che l’anno scorso tutte le 11 province si schierarono con Bersani. Ma d’altra parte, come dichiara il portavoce regionale della mozione Cuperlo: “È difficile dare un valore a questi risultati, perché alcuni candidati erano unitari, appoggiati da tutte le mozioni”.

Per quanto riguarda il secondo scontro, ieri sera dopo una segreteria di partito dilazionata in due tempi, si è deciso all’ unanimità per il blocco del tesseramento a partire da lunedì prossimo. Le tessere potranno però essere rinnovate fino all’ 8 dicembre. Dichiara il segretario Epifani: “La segreteria è tutta d’accordo: abbiamo lavorato per rasserenare il clima, favorire la più ampia partecipazione e far sì che il giorno delle primarie ci sia il maggior numero di persone che vada a votare, e far emergere il confronto tra i candidati, poiché è finita la fase dei congressi territoriali”.

Pienamente d’ accordo con la decisione è Cuperlo, che invocava lo stop al tesseramento già dall’ inizio delle polemiche. Aspre, invece, le critiche di Civati che giudica la soluzione insufficiente e propone: “Sanzionare il tesseramento selvaggio, senza penalizzare chi intende aderire al Partito democratico genuinamente e neppure le federazioni che si sono comportate correttamente” e aggiunge su Renzi: “Ha cambiato idea anche su questo, mi sorprende”. Il sindaco di Firenze si sarebbe infatti strenuamente opposto allo stop ai tesseramenti, perché temeva una partecipazione molto risicata alle primarie. Poi sorprende tutti con un post su Facebook, in cui si dichiara favorevole alla decisione a patto che si ritorni a parlare di questioni concrete per il Paese.

Scettico anche Pittella, che dichiara lo stop inutile.

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