Il festival del Film di Roma ricorda Massimo Troisi

Mostra Massimo TroisiRoma – Si ricomincia dal Festival del Film di Roma che si terrà dall’8 al 17 novembre nel Foyer della sala Sinopoli. In una delle mostre fotografiche che si terranno ci sarà una dedicata al nostro grande Massimo Troisi.

In questa ottava edizione del festival si terranno quattro mostre di cui tre sono dedicate ai grandi del cinema italiano: Anna Magnani, Giuseppe Tornatore e Massimo Troisi. La mostra dedicatagli si intitolerà: “Massimo regista”, una sequenza di foto inedite scattare da Mario Turzi. Rappresenteranno Massimo a tutto tondo, il regista, lo sceneggiatore e l’attore.

Le foto, 13 nello specifico, immortalano Massimo al lavoro o dietro alla macchina da presa o mentre recitava qualche scena dei suoi indimenticabili films.

Inoltre, il 17 novembre alla ore 19 nella sala MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo) sarà proiettato un documentario “Massimo, il mio cinema secondo me” una proiezione in collaborazione con Rai Cinema nella quale si racconterà di lui grazie alle interviste fatte agli amici e colleghi ad esempio Lello Arena, Mariagrazia Cucinotta e Francesca Neri.

Un grande omaggio questa iniziativa. Ci permette di non dimenticare il nostra grande Massimo. Lui che quest’anno avrebbe compiuto 60 anni. Ma in fondo chi l’ha dimenticato? Credo che tutti quelli che amano la sua ironia e il suo dolce cinismo non lo abbiano dimenticato. I suoi film sempre attuali, quel sottile e infimo senso critico verso la sua amata città. Chissà cosa avrebbe da dire su La Terra dei Fuochi, lui che ironizzò per prima sul concetto del Mezzogiorno.

Il suo modo di scherzare perfino sui Santi, sulla religione e sui miracoli. Mai volgare e mai scontato.

Sicuramente tutti noi che lo abbiamo amato riusciremo, in quelle foto, a scorgere tutto quello che lui era. In fondo Massimo era il tipico napoletano che non sa mentire, che le cose gli si leggevano in faccia. La sua amarezza, il suo disappunto, la sua solitudine che spesso rendevano la sua malinconia qualcosa da invidiare. Lui che con la sua macchina da presa, l’altra parte di sé, riusciva a scoprirsi e a venire fuori.

Massimo che ha scritto la poesia messa poi in musica dal suo amico/fratello Pino Daniele: “O’ssaje comme fa o core”. Chissà comm fa o core quando ti si rivedrà in quella mostra che sicuramente sarà spettacolare e fatta con una ricercata voglia di esprimere la tua anima ancora una volta. Una mostra importante in un evento altrettanto importante che ti ripagherà di quanto tu hai saputo dare. Solo ora anche se non è l’unica, a 20 anni dalla tua scomparsa tutti vogliono ricordarti in qualche modo. E intanto, Massimo se puoi, Scusa il ritardo.

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