Esercito nella Terra dei Fuochi, sì del Governo, perplessità tra i comitati

acerra bruciaLe manifestazioni di questi ultimi  mesi, da #fiumeinpiena a “La Terra dei Fuochi, manifestazione generale“, hanno portato sui tavoli governativi l’emergenza della Terra dei Fuochi e soprattutto le eventuali proposte risolutive per estinguere il problema dell’inquinamento delle nostre terre.

Quella che sta facendo più discutere in questi giorni riguarda l’invio dell’esercito in Campania per aumentare i controlli contro i roghi tossici.  Favorevoli a questa soluzione sono il presidente del consiglio regionale Paolo Romano e il Ministro dell’Agricolutura Nunzia de Girolamo che ha dichiarato: “Con Alfano e Mauro stiamo valutando l’arrivo dell’esercito non per militarizzare la Campania, ma per aiutare la regione a perimetrare e circoscrivere il pericolo. Devo evitare speculazioni, individuare le zone ‘no food’ e garantire il Made in Campania”.

Questa decisione, però, non convince i comitati ambientalisti, che si sono mostrati scettici dinanzi alla decisione di inviare i militari per ristabilire la legalità nella terra dei Fuochi. Abbiamo chiesto a Gianmaria Tammaro, uno degli organizzatore della manifestazione del 16 novembre, cosa  pensa in merito.

La perplessità di questa decisione trapela tra le sue dichiarazioni: ”L ‘esercito, almeno nella visione e nella prospettiva che ci siamo dati con e dopo il 16 Novembre, non è sicuramente la soluzione. Militarizzare la zona è più un pericolo che, allo stato attuale delle cose, una risorsa. Bisogna intervenire ed intervenire velocemente, è vero. Tuttavia uno stato emergenziale, come sarebbe quello della Campania “sotto assedio”, non aiuterebbe nessuno. Se non – paradossalmente – i soliti noti. Bloccare la provincia, riempirla di uomini in divisa; appesantire ancora di più uno strato sociale che già fatica a rimanere a galla non sono sicuramente le scelte migliori da prendere in questo momento, dopo che è stata creata una piattaforma ed è stato stilato un documento condiviso in cui – ed è chiaro per tutti – l’esercito non viene minimamente citato”.

I militari quindi non dovrebbero essere la soluzione che invece è vista nelle bonifiche immediate delle terre inquinate e nella salvaguardia del territorio a cura di guardie ambientali e di videosorveglianza.

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