Salerno, tesseramenti gonfiati e caso Crescent. E’ bufera su De Luca e nel Partito Democratico

crescent salernoSalerno, 22 novembre – A poco più di due settimane dalle primarie del prossimo 8 dicembre si respira ancora aria pesante nel Partito Democratico. Tessere originali, senza numero di serie e recanti la sola firma dell’ex segretario nazionale, Pier Luigi Bersani, sono state trovate in possesso di un imprenditore di Nocera Inferiore ritenuto vicino alla camorra. Nelle sue disponibilità anche un elenco di nominativi ai quali intestare, presumibilmente, i certificati di adesione al PD.

Per fare chiarezza sulle circostanze che hanno permesso all’imprenditore di ottenere il pacchetto di tessere, il sostituto procuratore della Dda di Salerno, Vincenzo Montemurro, ha predisposto in giornata una trasferta nella sede nazionale del PD a Roma per acquisire documenti e atti sulla campagna tesseramento 2012 nella provincia di Salerno. Si spera, in tal modo, di risalire anche ad un’eventuale partita più ampia di tessere messa in circolazione nel 2012, quando, in base anche all’iscrizione, si è votato per la scelta dei candidati in parlamento.

Due giorni fa è stato ascoltato in Procura a Salerno il coordinatore nazionale dell’area Cuperlo, Patrizio Mecacci. Lunedì toccherà al coordinatore provinciale della stessa area, il deputato salernitano Simone Valiante e nei prossimi giorni gli uomini dell’Antimafia torneranno a Roma per ascoltare i componenti della commissione nazionale di garanzia e l’ex segretario Pier Luigi Bersani. Il caso si colloca nell’ambito della vicenda dei tesseramenti gonfiati in varie province d’Italia, che ha innescato il blocco delle iscrizioni al partito; intanto Renzi e Cuperlo si sono sfidati a suon di cifre: da un lato un sondaggio renziano avrebbe dato il primo cittadino di Firenze vincente con risultati bulgari, nell’ordine del 70%; dall’altro, le cifre di fonte cuperliana affermavano che 49 candidati segretari avrebbero sostenuto la candidatura di Cuperlo contro i 35 a favore di Renzi.

Clima di tensione, dunque, acuito dalle ultimissime vicende di cui è protagonista Vincenzo De Luca, sindaco piddino di Salerno e viceministro alle Infrastrutture e Trasporti. De Luca ha ricevuto due giorni fa un avviso di garanzia ed è indagato, insieme a sette consiglieri comunali, per abuso di ufficio, falso in atto pubblico e altre ipotesi di reato in merito alla variante al Piano Urbanistico Attuativo (Pua).

La variante in oggetto permetteva l’acquisizione delle aree demaniali sulle quali è sorto il cantiere dell’edificio “Crescent”. Questa costruzione, progettata dall’architetto catalano Ricardo Bofill, sarebbe dovuta sorgere a ridosso del lungomare di Salerno e avrebbe dovuto comprendere abitazioni, locali commerciali, uffici, box auto ed altro per un totale di circa novantamila metri cubi sovrastanti la spiaggia di Santa Teresa.

L’associazione “Italia Nostra” ed il comitato “No Crescent” hanno però osteggiato l’opera con una serie di esposti (dodici in tutto) per i rischi idrogeologici che avrebbe comportato la realizzazione del complesso. Attualmente il cantiere è posto sotto sequestro dalla Procura di Salerno. Già indagato sulla questione nel 2011, De Luca, ieri ha pubblicato sul suo sito personale e su quello del Comune di Salerno l’informazione di garanzia notificatagli, “affinché tutti possano rendersi conto di cosa si tratta. La vicenda del Crescent deve diventare occasione per un dibattito politico nazionale a 360° sui temi della trasformazione urbana. Occorre decidere in maniera definitiva se in questo Paese la trasformazione urbana è possibile oppure no; se l’Italia deve rimanere un Paese mummificato e in declino o entrare nella modernità come altri d’Europa e del Mondo”.

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