Convenzione nazionale Pd: si apre la corsa a tre per le primarie dell’ 8 dicembre

convenzione pdRoma, 24 novembre – Si è tenuta oggi a Roma la Convenzione nazionale del Partito Democratico in cui sono stati ufficializzati i risultati delle convenzioni provinciali. A comunicarli è stato Davide Zoggia, il responsabile dell’ organizzazione di partito.  Su 7200 riunioni di circolo in Italia e 89 all’estero,  a cui hanno partecipato 296 mila cittadini pari al 55% degli iscritti, i risultati certificati sono 45,34 % dei voti per Matteo Renzi, 39,44% per Gianni Cuperlo, Pippo Civati al 9,43% e 5,6% per Gianni Pittella. I candidati alle primarie dell’ 8 dicembre saranno i primi tre classificati, quindi Renzi, Cuperlo e Civati.

Il primo a prendere la parola è il segretario uscente Guglielmo Epifani che conferma la posizione del Pd a favore della decadenza di Berlusconi:  “Il 27 novembre ci troveremo, secondo sentenza e secondo la legge, a fare una scelta a favore della decadenza di Silvio Berlusconi”.

Il secondo è Pittella, che fa un attacco alla legge di stabilità e lancia un avvertimento a Renzi:  “Abbiamo deciso di aprire a Renzi, a condizione che ci dia risposte politiche alle questioni che abbiamo avanzato con la nostra mozione, a partire da Sud, Pse e partito federale. Attendiamo risposte”. La visione di Pittella è quella di un partito non più romano-centrico ma federato dove si realizzi concretamente l’idea di dare potere vero ai vari territori ,che si riconduca al socialismo europeo e che faccia sue le tematiche meridionaliste all’interno di un’Europa federalista.

Civati ribadisce la sua posizione di dissenso nei confronti delle larghe intese: “Il mio non è un disagio contro Letta ed il suo governo, ma nei confronti delle larghe intese. Ritengo che sia uno schema troppo impegnativo per un partito di alternativa come il nostro” e rivolgendosi agli altri candidati: “A Renzi e Cuperlo io dico che ora bisogna passare all’azione. Che fatta la legge elettorale, si può tornare al voto. Di la’ sono spaccati, noi siamo invincibili. E non per votare le persone, ma per fare le cose”, aggiungendo in un passaggio del suo intervento: “La prossima volta alla Convenzione del Pd voglio che ci sia pure Sel”.

Dopo Civati è la volta di Cuperlo, che non manca di lanciare qualche frecciatina al suo principale avversario affermando: “Se ti proponi di cambiare tutto nel centrosinistra e nel tuo Paese, non lo fai come secondo lavoro. Non solo perché viene male, ma perché non è giusto”. Aggiunge poi: “La destra si è spaccata. E sta chiudendo il ventennio. Il governo adesso non ha più alibi. E deve scuotere l’albero perché i frutti cadano a terra. Ora chiedo: c’è una sola ragione per cui dovremmo aspettare il 9 di dicembre?”.

Infine è il turno di Matteo Renzi, che apre con un incitazione all’ orgoglio di partito: “Non votiamo contro le nipoti di capi di Stato, ma siamo comunque gli zimbelli, si discute sul fatto che 7.200 circoli ci sono state vicende discutibili, ma si ignora il fatto politico che nell’Italia del 2013 a mantenere e restituire dignità al tema della democrazia interna ai partiti siamo solo noi e lo facciamo soprattutto per noi”. Anche il sindaco di Firenze, come gli altri candidati, non manca di riservare una nota critica al governo: “Il governo ha usato molto della nostra lealtà, pazienza e responsabilità, oggi è il momento di dire con forza che deve usare nostre idee e coraggio per essere efficace nelle scelte di politica economica, nelle riforme istituzionali o diventa solo il passatempo per superare il semestre europeo. Non possiamo farci dettare l’agenda dalla paura. Tocca a noi, ora tocca a noi.”

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