Notizie dal mondo, bollettino del 25 novembre. Focus: armi nucleari, raggiunto accordo tra Iran e le potenze del 5+1

(L to R) EU foreign policy chief Catherine Ashton, French Foreign Minister Laurent Fabius, German Foreign Minister Guido Westerwelle , Iranian Foreign Minister Mohammad Javad Zarif  and Russian Foreign Minister Sergei Lavrov reacts after a statement on early November 24, 2013 in Geneva. World powers reached an agreement with Iran over its nuclear programme, their chief negotiator Catherine Ashton and Iran's foreign minister said.    AFP PHOTO / FABRICE COFFRINIAMERICHE

Usa: Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha collezionato uno dei più brillanti risultati della sua carriera in materia di politica estera. Il 24 novembre è stato infatti siglato a Ginevra un accordo sul nucleare tra l’ Iran e i Paesi del 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) dopo 4 giorni di trattative estenuanti.

Si tratta di un accordo preliminare, ma che getta le basi per raggiungere a breve un’intesa permanente affinché il governo di Teheran non sia più in grado di costruire l’ atomica in cambio di una mitigazione delle sanzioni economiche internazionali.

Al clima di distensione e soddisfazione generale non si associa Israele. Il ministro per le questioni strategiche Steinitz dichiara: “Israele non può associarsi alla festicciola internazionale essendo essa basata su un inganno iraniano e su un autoinganno. Malgrado la nostra delusione continueremo a lavorare con i nostri amici negli Stati Uniti e nel mondo per puntare ad un accordo comprensivo e completo“.

 AFRICA E MEDIO ORIENTE

Qatar: Dopo l’ inchiesta del Guardian, arriva anche il rapporto dell’ organizzazione Amnesty International, a denunciare le condizioni di sfruttamento in cui riversano i lavoratori impiegati nella costruzione di infrastrutture per i mondiali del 2022. La manodopera, costituita più che altro da migranti nepalesi, vive e lavora in condizioni disumane, tanto che la Confederazione Sindacale Internazionale (Ituc) ha parlato di 4000 lavoratori morti prima del fischio d’ inizio della prima partita dei mondiali.

Si legge nel rapporto di Amnesty: “I datori di lavoro in Qatar hanno mostrato un disprezzo sconvolgente per i diritti umani fondamentali verso i lavoratori emigranti. Molti stanno approfittando di una legislazione permissiva e lassista delle tutele del lavoro per sfruttare i lavoratori”.

Il presidente della Fifa Sepp Blatter ha definito la situazione “inaccettabile” ed ha incontrato il presidente dell’ Ituc per cercare di contribuire ad un miglioramento delle condizioni dei lavoratori.

ASIA E OCEANIA

Cina: Tensioni tra Tokyo e Pechino dopo che sabato il governo cinese ha istituito una zona di difesa nel Mar Cinese Meridionale, dove si trovano le isole Senkaku oggetto di contesa tra Cina, Giappone e Taiwan.

Il premier giapponese Shinzo Abe ha dichiarato: “Le misure adottate dalla parte cinese non hanno alcuna validità per il Giappone”, aggiungendo: “ chiediamo alla Cina di revocare ogni misura che possa contravvenire al diritto di sorvolo nello spazio aereo internazionale”.

Dichiara da Pechino il portavoce del ministero della Difesa nazionale: “Chiediamo alla parte giapponese di fermare ogni azione che infranga la sovranità territoriale della Cina così come le osservazioni irresponsabili che fanno fuorviare le opinioni internazionali e creare tensioni regionali”, definendo la reazione nipponica “priva di fondamento”.

Stamattina il ministro degli esteri giapponese è stato convocato a Pechino per un chiarimento sulla situazione.

EUROPA

Ucraina: Dopo la decisione del premier Viktor Yanukovich di non siglare l’ accordo economico e politico con l’ Unione Europea sul tavolo da mesi, per riallacciare le relazioni con la Russia che in questi ultimi tempi aveva fatto pressioni sull’ Ucraina affinché non lo firmasse, centinaia di manifestanti si sono radunati nella capitale Kiev. Durante la dimostrazione si sono verificati scontri tra la polizia e i manifestanti, e questi ultimi sono stati allontanati con gas lacrimogeni e manganelli.

Il leader dell’opposizione Arseniy Yatsenyuk ha dichiarato alla folla: “Dovremmo andare verso l’Europa o verso la Russia? Si tratta di una scelta tra il passato e il futuro”.

Gli scontri intanto proseguono anche nella giornata di oggi.

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