1° dicembre, Giornata Mondiale contro l’AIDS: con 3853 nuove diagnosi ogni anno è una guerra ancora aperta

aids daySi celebra oggi la Giornata mondiale contro l’AIDS (Sindrome Immuno Deficienza Acquisita) ed i dati raccolti ed elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità evidenziano un quadro di contagi in continuo aumento.

I numeri forniti dal Notiziario ISS, a novembre 2013, che riportano i dati fino al dicembre 2012, indicano cifre da guerra aperta, provocate da questa malattia. La progressione dell’infezione registrata indica 3853 nuove diagnosi ogni anno e un’incidenza del 6,5 per 100mila abitanti. La percentuale di persone che arrivano alla diagnosi di Hiv, in uno stato di salute compromesso, continua ad aumentare e sfiora il 56 per cento del totale. Dal 1985 al 2012, in Italia, sono state fatte 56.952 diagnosi di Hiv.

La principale causa di trasmissione resta il rapporto sessuale: omosessuale, con una incidenza del 33,2%, eterosessuale con incidenza del 45,6%, unitamente alla trasmissione verticale, cioè da madre a figlio.

Dalle parole del ministro della salute, Beatrice Lorenzin, si evince la scarsa considerazione verso la prevenzione ed il test per l’Hiv, anche se questo serve a diagnosticare l’infezione quando è già avvenuta, per questo non bisogna esporsi a rischi: “La Giornata mondiale contro l’AIDS rappresenta un momento di riflessione sull’epidemia di casi di malattia causati dal virus dell’immunodeficienza (Hiv), che continua a circolare, e i dati lo evidenziano, ma anche un’occasione per sensibilizzare tutti sulle modalità per prevenirne la trasmissione. Nei confronti di questo virus non bisogna abbassare la guardia perché, anche se è vero che grazie alle terapie antiretrovirali, di AIDS si muore meno, i dati ci indicano che sono aumentati i casi di persone che arrivano allo stadio di AIDS conclamato e fanno ricorso ai test diagnostici quando manifestano già i sintomi della malattia”.

Lo studio per giungere ad un vaccino profilattico è ancora lungo, per ora si è approdati al primo vaccino terapeutico, cioè da somministrare a chi ha già l’infezione (pubblicato sulla rivista scientifica aperta a tutti gli scienziati Plos One) testato all’Ospedale Bambino Gesù di Roma su bambini con HIV. Il vaccino è stato realizzato dal Karolinska Instituet di Stoccolma dalla equipe della professoressa Britta Wahren (Svezia) su specifiche fornite dai ricercatori del Bambino Gesù ed adottato unitamente alla terapia classica antiretrovirale ha portato alla reazione immunologia consentendo così di controllare la replicazione del virus Hiv.

Nella guerra contro l’Hiv ci sono nuove scoperte che passo dopo passo completano il puzzle per determinare l’arma strategica contro il virus. Una di queste è la definizione del rampino d’arrembaggio del virus, quello che si attacca alle cellule del sistema immunitario per poi penetrare al loro interno. I ricercatori del Scripps Research Institute a La Jolla in California e della Comell University, attraverso due differenti tecniche di ingegneria proteica, sono riusciti a fornire il quadro dettagliato della proteina di superficie dell’Hiv, ciò permetterà una migliore comprensione dei meccanismi di accesso fornendo quelle informazioni preziose per lo sviluppo di potenziali vaccini.

L’unica vera arma a disposizione contro il virus dell’AIDS è la prevenzione: conoscere il nemico per evitarlo, a tal proposito, in occasione di questa Giornata mondiale contro l’Aids, che ha per slogan “No alle discriminazioni”, il Ministero della Salute ha attivato il numero 800.861.061 (dalle 10,00 alle 18,00) dove esperti del telefono verde AIDS e Ist (infezioni sessualmente trasmesse) saranno a disposizione per rispondere ai quesiti dei cittadini.

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