Un populista arrabbiato tra migliaia di populisti. A Genova il terzo Vaffa Day

VaffaDayGenova, 2 dicembre – Si è tenuto ieri a Genova il terzo Vaffa – Day. Dopo Bologna nel 2007 e Torino nel 2008, questo è stato il primo da quando il Movimento Cinque Stelle è entrato in parlamento. Da piazza Vittoria, la stessa piazza in cui, ricorda il leader del Movimento, parlò per l’ultima volta il Presidente Pertini erano presenti circa 50 mila persone. Solita guerra di cifre, dai 150mila delle varie dirette televisive ai 200mila dichiarati dal comico-politico Grillo nel suo blog.

Numeri di presenza a parte, Grillo alle 14 è salito sul palco ed è intervenuto dando il via al terzo V Day con il grido di battaglia di “oltre”. Oltre, perché occorre andare oltre questo governo. “Bisogna liberarci di questi incapaci predatori – dichiara urlando, Grillo – che hanno spolpato l’Italia negli ultimi vent’anni (…) siamo oltre il sogno”. Ed è dalla sua città, Genova appunto, che Grillo vuole far partire la più grande rivoluzione culturale della politica.

Il M5S non farà mai alleanze con altri partiti e che, anzi, i politici di altri partiti devono rendere indietro 2.7 miliardi di finanziamento pubblico ai partiti spesi. Questo il cavallo di battaglia del leader del movimento. E a chi li ha definiti sfascisti, ha replicato che non c’è nulla da sfasciare e che in giro i politici sono solo cadaveri che non sanno più nemmeno loro di cosa parlano. Si sono persi dietro all’ Imu, Ici e Iuc. E giù con attacchi violenti, definendo i politici, vigliacchi.

La manifestazione di Genova è stata anche l’occasione per parlare delle europee di maggio. In quella occasione i grillini arriveranno con 7 punti programmatici.

Non finisce qui. Beppe Grillo ha anche avvertito che è pronto l’impeachment per Napolitano. E poi rivolgendosi direttamente al capo dello Stato ha dichiarato: “Rimarrai da solo, la tradirai da solo l’Italia, dobbiamo rifare il Paese”.

E poi rivolgendosi ai sindacati, li ha accusati di essere come i partiti.

Referendum sull’euro, ne ha avuto anche per l’euro. Grillo pensa ad un referendum in cui saranno i cittadini a scegliere se mantenere la moneta unica oppure no, perchè chi è rimasto fuori dall’area euro, “sta meglio di noi”.

Su Telecom. Un’azienda, fatta a pezzi, svuotata e svenduta in una notte. Ed ancora, ricollegandosi all’ intenzione di mettere un dazio sui prodotti per tutelare quelli italiani ha affermato: “Voglio che le imprese italiane non vadano in Romania a far crescere il pil di quel Paese, le voglio in Italia con le condizioni che hanno in Romania.”

Al V Day era presente anche il co-fondatore del Movimento 5 Stelle, Casaleggio che ha lamentato la mancanza di democrazia in Italia. Ecco la proposta: “La partitocrazia deve finire con i nuovi strumenti di partecipazione popolare, servono referendum non solo abrogativi ma anche propositivi, dobbiamo avere la possibilità di discutere le nostre leggi, di discuterle con i nostri parlamentari che mandiamo in parlamento non con i segretari dei partito”.

E si è definito populista arrabbiato Grillo, e di essere contento di essere un populista in mezzo a migliaia di populisti.

Nella piazza di Genova, sul palco, era presente anche il premio Nobel Dario Fo che ha accusato i vari ministri alla cultura succedutisi negli anni di essere sempre più incapaci mostrando di fatto di dare poca importanza al sapere e alla cultura, dei “personaggi di scarto”.

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