Mercato del Lavoro. Si discute del “congelamento”dell’articolo 18.

In una Italia, stretta nella morsa del freddo, il clima politico si fa incandescente,  parlando di congelamento dell’Articolo 18.

Si continuano ad inseguire le voci sulle modifiche da apportare allo Statuto dei Lavoratori, al tanto discusso Articolo 18, che regola il reintegro sul posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo. Ricordiamo che questo articolo si applica solo ed esclusivamente nelle unità produttive con più di 15 dipendenti, 5 se si tratta di un’azienda agricola.

Si va, nelle ipotesi vociferate in questi giorni, dall’abolizione del reintegro nei casi di licenziamento per motivi economici al reintegro solo per i licenziamenti discriminatori, al congelamento della tutela per i precari da assumere.

Gli imprenditori si dicono pronti ad assumere qualora avessero mano libera nel licenziare. Confindustria afferma che la tutela offerta dall’articolo 18 con il reintegro sul posto di lavoro va circoscritta solo ai licenziamenti discriminatori o nulli, cioè quelli soggettivi. Negli agli altri casi ci deve essere invece una indennità di licenziamento.

Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero, al tavolo con le parti sociali porterà la proposta di un indennizzo economico in caso di licenziamento per motivi economici e la scomparsa del reintegro nel posto di lavoro previsto dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nei casi di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo nelle aziende con oltre 15 dipendenti.  Reddito minimo e indennizzi, con un irrobustimento degli ammortizzatori sociali, questo è quanto proporrebbe il Ministro.

La CGIL dichiara la propria ferma contrarietà a qualunque modifica dell’Articolo 18, anche se in queste ore, si andava facendo strada la notizia di un incontro segreto tra la Camusso, segretaria generale della CGIL, ed il Presidente del Consiglio, Mario Monti.

La Presidenza del Consiglio in una nota ufficiale, ha smentito seccamente: ”Non vi e’ stato nessun incontro ne’ colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Monti e il segretario generale della Cgil Susanna Camusso.  Peraltro, se tale incontro fosse avvenuto, non sarebbe stato il primo faccia a faccia. Susanna Camusso e Mario Monti si erano infatti incontrati nel novembre scorso al momento della formazione del nuovo governo”.

La Segretaria della Cgil, invece, ha fatto sentire la sua voce su Twitter: ”L’incontro segreto e’ una grave invenzione. Le nostre posizioni sull’articolo 18 sono note e stranote. Qualcuno vuol far saltare il confronto? Chi vuole forzare la mano? Noi non subiremo pressioni improprie”.

L’incontro  avrebbe visto l’avvio di un valutazione secondo la quale potrebbe essere prevista una sospensione temporanea dell’articolo 18 per i lavoratori precari: una fase di 3-4 anni di congelamento dell’Articolo 18, lasciando spazio al licenziamento qualora l’azienda lo ritenesse opportuno.

Ed il PD cosa ne pensa della questione? Il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina ed il presidente del Forum lavoro del Pd, Emilio Gabaglio, propongono di valutare  i licenziamenti individuali di carattere economico alla stessa stregua dei licenziamenti collettivi della stessa natura, con l’intervento del sindacato e l’applicazione di analoghe provvidenze sociali, con la possibilità di intraprendere da parte del lavoratore azioni legali, contro provvedimenti pretestuosi dell’azienda.

Questa proposta è condivisa dal leader Cisl, Mario Bonanni, ponendo l’accento sui procedimenti legali. Occorre stabilire una corsia preferenziale per i processi relativi all’Articolo 18, agganciando la disciplina dei licenziamenti individuali per motivi economici a quella  prevista per i licenziamenti collettivi.

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