Il Comune di Napoli avvia il reclutamento delle “Mamme Accoglienti”, dieci mamme per le dieci Municipalità

mamme accoglientiNapoli – Nell’ottica della conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro, lo scorso 25 novembre, il Comune di Napoli ha varato, attraverso apposito Avviso Pubblico, il progetto “Mamme Accoglienti“, con la finalità di reperire cento mamme (dieci per ogni municipalità) disponibili a fornire servizi educativi tra le mura delle loro case a bambini di età compresa tra 0 e 36 mesi. Il requisito per l’ammissione alla partecipazione è quello di essere in possesso di diploma quinquennale di Scienze Umane, di laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione, o di laurea specialistica/magistrale in Pedagogia. Il numero massimo di bambini da accudire non deve superare le cinque unità compresi i propri figli.

Secondo quanto riportato nell’Avviso, le “Mamme Accoglienti” svolgeranno il loro servizio presso la loro abitazione, che dovrà avere delle precise caratteristiche per garantire un ambiente salubre ed accogliente: un bagno ad uso esclusivo dei bambini, una cucina abitabile con spazi adeguati alla somministrazione dei pasti, due stanze di opportune dimensioni da destinare al riposo dei piccoli e al gioco. Inoltre, le “Mamme Accoglienti” dovranno obbligatoriamente seguire un corso di formazione specifico di tipo pedagogico, un tirocinio ed un costante processo di formazione e aggiornamento professionale, il tutto organizzato dal Comune di Napoli, che provvederà anche ad una supervisione costante del servizio.

Oltre ai classici requisiti richiesti per la partecipazione a bandi nazionali (cittadinanza italiana o regolare permesso di soggiorno, residenza nel comune banditore, idoneità psico-fisica al lavoro, assenza di procedimenti penali in corso, flessibilità oraria), è necessario avere un’età non inferiore ai 25 anni ed uno o più figli di età compresa tra 0 e 16 anni. Per ogni bambino le “Mamme Accoglienti” saranno pagate con voucher dell’Inps del valore lordo di dieci euro che, al netto dei contributi, permetteranno un guadagno di 7,50 euro all’ora.

Il progetto ricalca quello che accade già da tempo nei paesi dell’Europa settentrionale ed in Francia, dove, con l’obiettivo di fornire lavoro e servizi alle giovani mamme, la formula del “nido casalingo” è una macchina ben oliata. L’idea di creare un’alternativa agli asili pubblici, sempre più affollati, e a quelli privati, sempre più cari, ha trovato nel welfare nordeuropeo e francese degli appoggi concreti.

Le “Tagesmutter“e le “Assistantes maternelles” rappresentano da anni la soluzione a varie criticità sociali: disoccupazione femminile troppo spesso coincidente con la maternità, nidi affollati, difficoltà di gestione del ruolo di mamma col ruolo di lavoratrice, difficile conciliazione della vita privata con la vita professionale e precarietà. Un aspetto non immediatamente evidente ma estremamente importante e conseguente al miglioramento della qualità di vita delle madri lavoratrici è l’aumento del tasso di natalità, obiettivo principe delle politiche europee più lungimiranti. Garantire, infatti, un riciclo generazionale significa assicurarsi i contribuenti del futuro ed evitare l’implosione dell’intera struttura pensionistica.

Sebbene in ritardo di anni, finalmente anche l’Italia si è attrezzata per la creazione di “nidi casalinghi”; il Comune di Napoli nel suo piccolo, con il reclutamento di ben cento mamme, intende dare un chiaro segnale di voler rappresentare la svolta ad un sistema vecchio e pericolosamente decrepito per i posteri.

Per scaricare l’Avviso ed il modello di domanda, clicca qui.

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