La giunta De Magistris e la maxidiscoteca di Capodanno sfrattati da piazza del Plebiscito dalla Soprintendenza ai Beni architettonici di Napoli

capodanno-napoliNapoli – Era difficile immaginare nel novembre 2012, in occasione del trionfale annuncio del concerto di Bruce Springsteen in piazza del Plebiscito, le polemiche che sarebbero nate tra la giunta De Magistris e la Soprintendenza ai Beni architettonici di Napoli.

Una bagarre che, dopo poco più di un anno, tiene ancora banco e, anziché smorzarsi, sembra prendere vie dibattimentali sempre più aspre. Il pomo della discordia è proprio il luogo-simbolo del “rinascimento napoletano” di bassoliniana memoria. È dai tempi dell’ex sindaco, infatti, che da parcheggio abusivo la piazza partenopea si è trasformata nel palcoscenico di innumerevoli eventi musicali, spettacoli e luogo di installazioni artistiche di varia natura, nonché dimora dei festeggiamenti delle notti di San Silvestro napoletane.

Non più dallo scorso anno, però, quando al Plebiscito fu preferita la Rotonda Diaz, suggello simbolico della restituzione del “lungomare liberato” alla cittadinanza. Anche per il Capodanno del 2014 si ripeterà il copione del 2013, ma le motivazioni che hanno indotto la giunta arancione a prendere questa decisione sono, stavolta, tutt’altro che sentimentali. La questione risale, per l’appunto, al concerto di “The Boss”, tenutosi il 23 maggio 2013 nell’agorà cittadina. All’indomani dell’evento, le critiche non si erano fatte attendere: il soprintendente per i beni architettonici di Napoli, Giorgio Cozzolino, aveva contestato alla giunta comunale l’utilizzo privato della piazza e, dopo appena sette giorni dal concerto, arrivava un decreto firmato dal direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania, Gregorio Angelini, con cui si vietava l’occupazione di suolo pubblico per un’area superiore ai dodicimila metri quadri in piazza del Plebiscito per via del vincolo sugli edifici monumentali sottoposti a tutela.

Rapida la risposta del comune che, presentando ricorso al Tar, a luglio ha visto accogliere con l’ordinanza n.1266/13 della VII sezione la richiesta di sospensione degli effetti del decreto. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, rinviando la discussione sul merito del ricorso al 20 febbraio 2014, ha affermato che “la valorizzazione dei beni culturali non contrasta con l’utilizzo degli stessi, nell’ottica delle reciproche competenze istituzionali”. L’utilizzo della piazza per eventi “può essere dilatato sino a ricomprendere gli ulteriori spazi necessari per rendere l’area vincolata idonea ad ospitare le manifestazioni programmate. In tal caso, l’ampiezza degli spazi da dedicare alle manifestazioni, culturali e spettacolari, dovrà essere individuata d’intesa tra le due amministrazioni pubbliche, sulla base di una leale collaborazione istituzionale”.

Nell’attesa del verdetto finale, i dissapori tra Palazzo San Giacomo e la soprintendenza ai beni architettonici si sono acuiti qualche giorno fa: in occasione delle prossime festività natalizie il comune ha subito l’ennesimo rifiuto per la concessione di piazza del Plebiscito per la notte di Capodanno. “Ritorneremo sul lungomare più bello del mondo con la maxidiscoteca – ha detto Claudio De Magistris, consulente del comune per gli eventi – però certe decisioni sono ridicole”.

Dal canto suo, Cozzolino ha accusato la giunta “Di prendere decisioni senza coinvolgere la soprintendenza”, come l’aver allestito nella piazza un’ingombrante slitta luminosa: “Renne che scompaiono da una piazza e riappaiono in un’altra – ha denunciato nei giorni scorsi – con luminarie per giunta indecorose. Fanno quello che vogliono. Non siamo avversari, dobbiamo lavorare insieme“.

Intanto il sindaco, nel tentativo di smorzare i toni, ha dichiarato che il lungomare non rappresenta un ripiego, ma una scelta del comune di Napoli, non nascondendo, però, il suo disappunto sull’intera vicenda: “Resta il tema con la Soprintendenza rispetto all’uso di piazza Plebiscito che non può essere lucchettata ma deve essere riempita di musica, teatro, giovani e bambini. Noi vogliamo una piazza e invece abbiamo difficoltà perfino per far illuminare meglio Palazzo Reale, come se le luci potessero imbrattarlo”. Una querelle che ha coinvolto anche il Ministro Massimo Bray, il quale, giunto a Napoli nei giorni scorsi per partecipare ad un convegno a Palazzo Reale, ha invitato ad un utilizzo attento dei nostri beni in quanto “Si tratta di una serie di monumenti che il mondo ci invidia”. E, intanto, abbia inizio il conto alla rovescia per il finale della questione.

3 thoughts on “La giunta De Magistris e la maxidiscoteca di Capodanno sfrattati da piazza del Plebiscito dalla Soprintendenza ai Beni architettonici di Napoli

  1. Scrivere per un giornale on line, non significa scrivere per lettori di serie b.Da un giornalista degno di tale nome, mi aspetterei che almeno conoscesse il nome del sindaco della propria città.

    1. Mai pensato di scrivere per lettori di serie B. Teniamo molto al nostro prodotto editoriale per considerarlo un servizio di serie B. I tempi son cambiati da Tempo! Un giornale on line è un giornale a tutti gli effetti con una penetrazione anche maggiore rispetto alla carta stampata. Ci rendiamo conto della sua “svista” ma era comunque doverosa la nostra precisazione. Buona lettura con NapoliTime.

  2. mi scuso infinitamente per l’equivoco:ho letto in modo frettoloso l’articolo, confondendo il sindaco con il fratello.LA prossima volta conterò fino a 1000 prima di scrivere.Buona giornata e scusate ancora

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