L’ Italia degli autotrasportatori in protesta: tutti in piazza contro i parassiti

proteste forconiRoma, 13 dicembre – I coordinatori della protesta del 9 dicembre facevano sul serio. Sono ormai quattro giorni che in tutta l’ Italia ci sono disagi a causa dei blocchi e delle proteste.

A Napoli i presidi si sono riuniti dal 9 dicembre in Piazza Trento e Trieste ed in Piazza Carlo III. Il primo giorno ci sono stati dei blocchi del traffico con conseguenti disagi per la circolazione, mentre nei giorni successivi i manifestanti si sono attivati distribuendo agli automobilisti dei volantini in cui si spiegano le ragioni della protesta. Oggi alle 15 in piazza Carlo III, è previsto l’ incontro con Danilo Calvani, il contadino cinquantunenne leader del Movimento dei Forconi. Calvani è finito al centro delle polemiche di questi giorni per essere arrivato ad un comizio del suo movimento a Genova a bordo di una Jaguar, che poi ha dichiarato non essere di sua proprietà.

Tutte le principali città italiane sono in protesta. La città più calda è stata Torino, dove a causa di alcune infiltrazioni da parte di ultras, la manifestazione pacifica è trascesa in uso della violenza con successivi tafferugli.

Oggi a Roma ci sono state quattro manifestazioni, tra cui la protesta degli studenti de “La Sapienza”,  contro la Conferenza nazionale sulla biodiversità e green economy che l’ università ospitava e a cui avrebbero dovuto partecipare le più alte cariche istituzionali. “La nostra Università non è una passerella per chi semina austerità! Napolitano e Letta non siete i benvenuti a La Sapienza!”, argomentano gli studenti.  Anche in questo caso la manifestazione non è stata del tutto pacifica. Ci sono stati lanci di petardi e bombe carta e due cariche da parte della polizia.

Insomma, una settimana di proteste per l’ Italia. E’ come se tutto il malcontento portato dagli ormai cinque anni di crisi e dalla cattiva gestione del Paese stesse venendo a galla. Gli italiani di tutte le età e di tutte le appartenenze sociali sono scesi in piazza per protestare, ognuno per il suo specifico problema, ma tutti pronti a contestare la classe dirigente, vera responsabile del male del Paese. Non vogliono trattative, non vogliono compromessi, il malcontento canalizzato nel coordinamento del 9 dicembre sta mostrando la sua pars destruens con lo slogan “l’inizio della fine dei parassiti”. E per parassiti intendono innanzitutto i politici.

Lascia un commento

2 + 10 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.