Ancora crolli a Pompei e 105 milioni da impiegare entro il 2015. Riuscirà il Generale dei Carabinieri nell’impresa o dovremo rivolgerci ad un Supereroe?

PompeiPompei – Risale al pomeriggio del 13 dicembre, la caduta di parti di stucco all’interno di una domus della Regio V, Ins II, n 14. Il danno, seppure di lieve entità, è avvenuto sotto gli occhi del pubblico in visita agli scavi sottolineando, ancora una volta, la fragilità del sito archeologico.

Ma gli allarmi, i crolli e questo inesorabile deterioramento della città antica, finiranno mai?

Ad oggi, anche se è ancora tutto da fare, all’orizzonte si sta profilando un futuro che non solo dovrebbe garantire la salvezza, intesa come conservazione, ma addirittura la rinascita di Pompei come attrazione turistica fruibile a tutto tondo.

Lo scorso 9 dicembre, sono stati nominati il direttore generale ed il suo vice, rispettivamente Giovanni Nistri e Fabrizio Magani, a capo del Grande Progetto Pompei (vai all’articolo), adesso si attende di vederli operare in loco, conoscere il programma e le modalità con cui intenderanno lavorare, necessariamente, in tempi brevi.

Sono trentanove i cantieri di cui dovranno coordinare l’apertura, al momento solo cinque sono operativi, dove, per non perdere i 105 milioni di euro finanziati dall’Unione Europea, andranno terminati i lavori entro il 2015. Tutto vigilando sulla sicurezza per evitare infiltrazioni camorristiche.

Seguendo le misure indicate nel decreto Valore Cultura, sarà inoltre necessario occuparsi della manutenzione ordinaria degli scavi e la valorizzazione di questi mettendo in sinergica comunicazione le realtà locali. Fondamentale sarà potenziare e migliorare tutto il contesto e centrare uno dei tanti obiettivi prefissati nella legge, ovvero attrarre investimenti e donazioni da parte di privati. Secondo Massimo Bray, ministro dei Beni culturali e del turismo, che ha posto i due dirigenti al vertice del progetto Pompei, Nistri e Magani “Sono due figure che hanno forte il senso delle istituzioni e un fortissimo senso del valore della tutela del patrimonio”.

Il ministro ha riferito che sogna una “Pompei con alberghi accoglienti dove si possa arrivare salendo su un trenino efficiente come quello che collega l’aeroporto di Heathrow con Londra in grado di accompagnare il turista a Pompei, e magari anche un museo”. Un sogno che può diventare realtà solo facendo sistema: “Se ci mettiamo assieme si può” – afferma Bray fiducioso. Ed in effetti, la dirigenza ha tutti i requisiti per fare centro e realizzare l’aspirazione ridando lustro a Pompei, inestimabile patrimonio storico.

Il generale Giovanni Nistri è il comandante dei Carabinieri per la tutela patrimonio culturale, dal 2007 al 2010 ha cooperato con gli allora ministri Francesco Rutelli e Sandro Bondi. Fabrizio Magani, storico dell’arte direttore regionale dei Beni culturali e paesaggistici d’Abruzzo è responsabile del progetto l’Aquila con cui si è distinto per la gestione dei cantieri di ricostruzione del capoluogo abruzzese devastato dal terremoto nel 6 aprile 2009.

“Questi uomini – ha assicurato Bray – riusciranno a vincere insieme questa ambiziosa sfida che abbiamo voluto lanciare su Pompei, i soldi ci sono, ora si tratta di mettere in campo le forze migliori per raggiungere i risultati”.

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