Pillole di calcio. Cagliari-Napoli: l’analisi tattica

Rigore HiguainIl Napoli pareggia 1 a 1 a Cagliari nell’anticipo del sabato. I gol, entrambi nel primo tempo, sono di Nenè e di Higuain su rigore procurato da Pandev. Nella ripresa gli azzurri attaccano molto ma con meno lucidità del solito.

FORMAZIONI. Uniche novità di giornata Reveillere sull’out mancino di difesa al posto di Armero e, nella linea dei trequartisti dietro a Higuain giocano da destra a sinistra Callejon, Pandev e Inisgne. Il Cagliari, in attacco, si affida a Sau e Nenè che lascerà presto il campo all’opaco Pinilla.

TATTICA. Il Napoli ci ha abituato a variare molto in attacco. Semplificando il discorso per evidenti ragioni di sintesi potremmo dire che quest’anno gli azzurri sanno alternare momenti in cui puntano tutto sulle ripartenze (non contropiedi alla Mazzarri, sia ben chiaro) a frangenti di giro palla e ricerca del palleggio. Oggi, però, sono stati meno incisivi in entrambi i casi.

TATTICA-2. Si sa che in fase difensiva il Napoli si schiera con un classico 4-4-2 ma è in attacco che lo spartito cambia più di frequente. Oggi, ad esempio, la squadra ha per lunghissimi tratti giocato con un vero e proprio 4-2-4.

CAMPO. Le condizioni del terreno di gioco erano pessime secondo Benitez. E, ovviamente, tra Napoli e Cagliari, sono gli azzurri a risentirne di più perché sono la formazione che passa di più attraverso la costruzione ragionata del gioco. Le condizioni del terreno di gioco hanno impedito la consueta circolazione della palla e forse hanno anche tratto in inganno Maggio in occasione del gol del Cagliari. Ma, soprattutto, hanno costretto il Napoli a operare di più con lanci lunghi (come già accaduto in occasione della sfida all’Olimpico contro la Lazio).

 

LANCI LUNGHI. Il modulo di Benitez non nasce per i lanci lunghi e neanche l’ingresso di Zapata è riuscito a far tenere palla nella trequarti avversaria. Non si tratta solo di stazza dei giocatori ma anche di impostazione tattica. Accade che, giocando con quattro attaccanti (oggi anche più distanti del solito dal centrocampo) la palla lunga è un rischio perché, dopo il lancio, si crea un buco sulla seconda palla. E quando i centrocampisti avversari (pensiamo all’ottimo Nainggolan) si avventano sulla seconda palla hanno molto spazio prima di incrociare i centrocampisti azzurri, spazio fertile per avviare contropiedi potenzialmente pericolosi.

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