Natale nel mondo. Dalle palme addobbate degli argentini ai concerti congolesi, un mix di tradizioni

natale nel mondoAMERICHE

Argentina: Nel nostro immaginario collettivo, Natale è Natale se fuori c’è la neve, in ogni casa c’è l’abete decorato e ci si scambia i doni. In Argentina tutto questo (o quasi) non c’è, però è Natale lo stesso. Il 25 dicembre cade infatti d’estate, quindi ci si può ritrovare a festeggiare con una temperatura di 35 gradi, ovviamente senza neve. Oltre alla neve, vista la temperatura manca l’altro simbolo natalizio per eccellenza, ovvero l’abete. Le famiglie al suo posto addobbano le palme o ricorrono ad abeti sintetici. La tradizione vuole che i regali vengano scambiati il 6 gennaio piuttosto che a Natale, ma ultimamente si sta diffondendo l’usanza di portare i regali ad adulti e piccini il 25 piuttosto che all’Epifania.

ASIA E OCEANIA

Giappone: Nonostante in Giappone ci sia solo un’esigua minoranza cristiana, il Natale è una festa molto sentita. Ovviamente nel suo significato meno religioso e commerciale. Il 25 dicembre i centri commerciali nipponici si ricoprono di addobbi natalizi e vengono invasi dai Babbo Natale. Pare che i giapponesi abbiano una vera e propria passione per questo personaggio. In alcuni casi viene raffigurato con un paio di occhi sulla nuca, per ricondurlo ad una divinità della tradizione nipponica che portava doni ai bambini che si comportavano bene, e per meglio osservarne il comportamento, aveva gli occhi anche dietro il collo.

AFRICA E MEDIO-ORIENTE

Repubblica Democratica del Congo: I cittadini congolesi festeggiano il Natale all’insegna della musica. Le celebrazioni cominciano il 24 quando si allestiscono complessi e vere e proprie band nelle chiese e nei capannoni delle sette evangeliche. I concerti durano diverse ore e vengono suonati tutti i tipi di musica, dalla più soft alla musica rock. Le famiglie indossano gli abiti migliori per festeggiare e si usa agghindare a festa anche i bambini.

I festeggiamenti vengono trascurati dai seguaci della chiesa kibanghista. Per questa corrente religiosa, la vera data di nascita di Gesù Cristo è il 25 maggio, pertanto celebrano il Natale in quella data.

EUROPA

Polonia: I cittadini polacchi chiamano la vigilia di Natale “la notte delle stelle”. Per dare inizio  alla tradizionale cena della vigilia, si aspetta infatti la comparsa della prima stella nel cielo. I bambini nel frattempo si mascherano da tipici personaggi natalizi, e vanno di casa in casa a cercare dolcetti o qualche soldino.

La cena viene servita sul tavolo ricoperto di paglia, per ricordare la culla di Gesù bambino. Si ha sempre l’accortezza di apparecchiare per una persona in più, nel caso di un ospite inaspettato. Prima di cominciare si fa un voto in cui si dimenticano tutte le incomprensioni e le antipatie che ci sono state tra i familiari. Alla fine delle cena si ha cura di alzarsi tutti insieme da tavola, perché la tradizione vuole che chi si alza per primo da tavola morirà nell’anno successivo.

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