Decreto milleproroghe. Previsto per la Campania l’attuazione del piano di rientro del disavanzo

consiglio dei ministriRoma – Il 27 dicembre il governo ha varato il decreto “milleproroghe” contenente diverse disposizioni di carattere economico.

Il decreto è stato diviso in due parti, la prima che riguarda le proroghe vere e proprie, e la seconda che contiene parte del decreto Salva-Roma ed altre misure indispensabili.

Uno dei provvedimenti che andrà immediatamente ad incidere sulla situazione delle famiglie, è lo stop di sei mesi agli sfratti (si parla ora di giugno 2014) per coloro che sono in una situazione reddituale inferiore ai 21.000 euro. L’Unione inquilini ha criticato questa decisione, accusando il governo di “crudeltà sociale” in quanto ritiene la proroga troppo breve, e perché nell’agevolazione non viene inclusa la morosità incolpevole, che secondo l’associazione è causa di gran parte delle situazioni di disagio abitativo.

La web tax, ovvero l’imposizione alle multinazionali del web di avere una partita Iva italiana per poter vendere la pubblicità in Italia, che per la legge di stabilità doveva entrare in vigore a partire dai primissimi giorni del 2014, slitta a luglio. Contro la web tax in sé, è stata viva la polemica del M5S che la considera in contrasto con il diritto dell’ Unione Europea.

Per quanto riguarda le infrastrutture è prevista per la Campania l’attuazione del piano per il rientro del disavanzo accertato in materia di trasporto pubblico locale, da parte del Commissario straordinario.

Per i Comuni è prevista una riduzione delle sanzioni per quelli che hanno sforato dal patto di stabilità e per il comune di Roma è previsto un alleggerimento del debito ed uno stanziamento di fondi per la raccolta differenziata.

Per la Pubblica Amministrazione arriva una misura per gli “affitti d’oro”. Sarà infatti possibile recedere dai contratti di locazione passiva entro luglio 2014.

In arrivo poi un possibile aumento delle accise dello 0,7% su tabacchi e succedanei, ed inoltre sono stati stanziati 25 milioni di euro, a titolo di concorso al finanziamento delle spese, per l’Expo 2015.

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